È nata la mia vita incredibile - Claudio Piani

È la storia di un viaggiatore che in questi ultimi anni ha messo in gioco la sua vita, stravolgendola, vivendo in Australia e in Cina, viaggiando dall'Asia in Europa più volte nei modi più assurdi sia in bici che in autostop, scrivendo due libri e sorridendo alle sue avventure.


Eccolo qui con noi in questo splendido tu per tu.






Cosa ti ha indotto a pretendere qualcosa di più da te stesso rincorrendo la libertà? Qual era la mancanza maggiore che lamentavi in te?

Credo che il motore di tutto sia stata la mia curiosità. Viaggiare è sempre stata la mia priorità e il fatto che tutti i viaggi che facevo dovevano essere limitati nel tempo non mi faceva stare bene.


Avevo la fortuna di fare l’allenatore di basket e quindi avevo due mesi di ferie tutte le estati che spendevo interamente viaggiando ma quando ho capito che, neanche due mesi erano sufficienti a farmi calare totalmente nelle realtà che visitavo, ho sentito il bisogno di licenziarmi per intraprendere un viaggio che andasse oltre il “turismo”.


Un viaggio che fosse avventura, scoperta e conoscenza, soprattutto interiore.

In questo tuo desiderio di cambiamento, credi che il viaggio sia stato il flusso vincente per trovare nuova linfa?

Ribalterei la situazione. Non avevo un vero desiderio di cambiamento, la vita che vivevo mi piaceva …Ma avevo incontrollabile desiderio di viaggiare. Il viaggio mi ha dato quello che cercavo, determinando un cambiamento personale e di “organizzazione” di vita.



Parliamo di partenze e carattere dei luoghi. C’è un posto su tutti che è stato in grado di scuoterti? Di provocarti una energia nuova e far svoltare le tue idee?

L’Himalaya. In tutta la sua lunghezza. Dall’estremità Orientale del Sikkim, passando per il Nepal e il Tibet, alla parte Orientale che si collega al Karakorum e l’Hindokush, tra India, Pakistan e Cina. Paesaggi di commuovente bellezza, scarsamente abitati da uno dei popoli più incredibili della terra, i buddisti! Proprio i buddisti, sia nepalesi che tibetani, con la loro costante calma e le loro credenze nella reincarnazione mi hanno dato una nuova prospettiva di vita.

Un altro posto che mi ha colpito sono tutti i villaggi poveri in giro per il mondo. In India, Birmania, Laos, Cina, Nepal, Uzbekistan … fa poca differenza… Villaggi che noi definiamo “del terzo mondo” ma dove spesso, più che la povertà materiale, spicca la vitalità delle persone, i loro sorrisi, la loro generosità e la loro capacità di condividere!


C’è una esperienza che conservi particolarmente nel tuo cuore e che è stata in grado di sfidare i tuoi limiti emotivi?

Credo che attraversare la steppa tra Kazakistan ed Uzbekistan in bicicletta sia stata l’esperienza emotivamente più intensa. Dodici giorni a pedalare da solo in mezzo al deserto per centinaia e centinaia di chilometri con solo due piccole cittadine nel mezzo.

È stato faticoso, a volte doloroso ma mi ha ricordato che i limiti umani sono solo nella nostra testa!


In più mi ha dato l’autentica possibilità di stare solo con me stesso per molto tempo. In silenzio, osservando solo l’infinita distesa del deserto di giorno ed i cieli trapuntati di stelle alla notte. La solitudine, mischiata alla fatica estenuante mi hanno dato modo di ascoltarmi ma soprattutto di capirmi ed accettarmi.


Quali sono i freni principali che denoti in un ragazzo oggi? Se in questo momento dovessi avere davanti a te una persona timorosa nel viaggiare, nell’affermare i suoi sogni, cosa gli consiglieresti?

Credo che il principale freno sia la scarsa curiosità verso il bello e soprattutto verso il diverso. In secondo, luogo credo che ci sia anche una profonda paura di mettersi in gioco e “rischiare”.


Anche io, qualche mese prima di partire verso l’ignoto ero timoroso e insicuro. Una sera ne parlai con un mio collega, un signore sulla cinquantina … non un grande viaggiatore o una persona di successo. Una persona normale ma abbastanza grande ed aperta da potersi guardare indietro e sapere cos’è realmente importante nella vita. Si mise a ridere e mi chiese: “Cosa aspetti a partire?”. Lì capii che mettermi in gioco, anche se per caso avessi “fallito” e sarei dovuto tornare a casa, mi sarebbe comunque servito. Vale sempre la pena provare.

Qual è la destinazione che ora freme nel cassetto? Il luogo dove speri di poter perseguire nuova magia e ispirazione.

Le catene montuose dell’Himalaya, dell’Hindokush e del Karakorum…Ci sono ancora posti da esplorare! Mi piacerebbe trovare una vecchia moto e guidare fino a Katmandu, dove c’è l’orfanotrofio che ho finanziato con il mio viaggio in bicicletta dal Tibet a Milano.


Claudio, ecco la domanda più importante in cui diamo voce al nostro bimbo interiore. Svelaci il tuo sogno. Il motivo che dona luce hai tuoi occhi e che ti auguri di realizzare presto.

Cercare, esplorare e desiderare… è quello che sogno di continuare a fare! Il mondo è un posto troppo bello e le sue genti sono troppo meravigliose per chiuderci nel nostro angolino.






Questo strepitoso viaggiatore ha scritto due libri ispirati ai suoi anni di viaggi:


- Una vita incredibile che potrai trovarlo qui


- Vagabondiario che è qui in tutta la sua bellezza


Vi ricordo che potete seguirlo su Instagram sulla sua pagina ufficiale.







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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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