• Claudio Longo

Aotearoa - New Zealand. La terra delle bianche nuvole.

Aggiornato il: feb 27

E il momento dei saluti prima o poi arriva sempre. Oggi tocca a te cara Nuova Zelanda. Chi lo avrebbe mai detto che dopo undici intensi mesi mi sarei ritrovato nello stesso ostello di Auckland davanti ad una vetrata che rispecchia un sole che sta calando sul traffico che ingorga le strade con i suoi continui saliscendi.




Oggi ...

mi sento stranamente sereno al cospetto di questo momento che generalmente ho sempre temuto. Un momento che in passato ho perennemente vissuto con una certa apprensione, nonostante, il mio spiccato orgoglio abbia provato a nascondere la lacrima di troppo o mascherare delle parole che avrebbero meritato più significato.

E anche se è dall’età di 14 anni che saluto persone e luoghi, in realtà non mi sono mai abituato all’idea di dover lasciare qualcuno o qualcosa con cui sono stato davvero bene.

Non saprei dire. Una parte di me vorrebbe essere più cinica e ragionare con un’idea più quadrata manifestando i risultati dell’esperienza e della prontezza davanti al momento, ma al contrario di ciò, c’è da realizzare che i sentimenti vissuti sono un’altra cosa rispetto ad un atteggiamento da proporre, e questo probabilmente con il passare di questo tempo non l’ho ancora capito.


Ho scelto di viaggiare per imparare quello che non so...

e nel lungo preventivo delle cose da mettere in conto c’è anche questo: distaccarsi da un pezzo di sé per rincorrere qualcosa di nuovo. È come immaginarsi sin da bambini davanti ad un grande muro bianco e man mano mentre si cresce, bisognerà colorarlo nel tempo realizzando tutto quello che abbiamo imparato a suon di lezioni e dimostrazioni che ci hanno messo davanti alla continua sfida.

Perciò, riavvolgendo il nastro ad 11 mesi fa e facendo scorrere la pellicola, ricordo con quanti nuovi bisogni sono arrivato in questa terra lontana e come le condizioni di questo luogo straordinario mi abbiamo messo nella condizione di non perder tempo per rincorrere sin da subito gli obiettivi prefissati.

Non dimenticherò gli sguardi della gente carichi di amore vero verso la propria vita, manifestati da quel senso di solare vitalità, dalla voglia di incitarti telepaticamente a voler fare di più e voler rincorrere con più autenticità quello che preme davvero nella base delle nostre priorità.

Ricordo nella quotidianità quella profonda sensazione di serenità mentre mi sono sentito parte di questa società che è saldata sul principio dove tutti remano dalla stessa parte.

È come se mi fossi sentito sin da subito uno di loro, accolto in un sistema di regole basato su trasparenza e rispetto, mentre ognuno di essi mi concedeva inconsapevolmente qualcosa di proprio arricchendo il mio spirito affamato.

Alla fine di questo ho dedotto che il popolo neozelandese nutre una virtù che noi gente dell’occidente forse abbiamo dimenticato. In sostanza ho compreso che loro vivono una vita “ in buona fede. ”

Pensiamoci un attimo molto brevemente quali sono i vantaggi. Una vita in buona fede vissuta da “tutti” ( nessuno escluso) porta serenità estrema, esclusione totale da quella base di pregiudizio verso gli altri che ahimè tutti possediamo, che ti omette dal totale dubbio di essere imbrogliato o sentirti tradito da qualcuno, e infine, una vita impostata in questo modo ti trasporta nel totale vantaggio di rafforzare i rapporti umani in un modo incredibile.

Il concetto di vivere in buona fede dovrebbe essere insegnato a scuola, cosi sin da piccoli avremo a che fare con uno pilastri reali per vivere una vita felice.

Ma la Nuova Zelanda...

per me non è stata soltanto una lezione di educazione civica. In tutta franchezza quando l’anno precedente mi trovavo a New York e avevo deciso di acquistare a priori di come sarebbe andata in America, un nuovo visto per l’Oceania, l’avevo fatto perché erano anni che sognavo la sua paesaggistica, ed anche se tra poco mi dedicherò nel scrivere un articolo che parlerà in maniera dettagliata del mio viaggio qui in NZ on the road con tutti i suoi contorni naturalistici, adesso, non posso non darvi qualche stuzzichino per stimolare le mie percezioni dettate dalla voglia di raccontare.

Ahhh la Nuova Zelanda!!!

Come potrò dimenticare il pensiero di svegliarmi la mattina e sentire la potenza del Pacifico che di notte aveva urlato ai gabbiani in contemplazione e ai venti selvaggi che con lo scoccare degli attimi apriva una nuova alba che sanciva l’inizio di un trionfo di colori che regalava ai pochi presenti un senso di impotenza da farti inginocchiare e piangere per tanto splendore.




Come potrò dimenticare nelle domeniche mattine la visione di quelle vallate color verde brillante ricoperte da un sole che con la sua immensa potenza risaltava la bellezza di una natura che esprimeva pace e senso di una delicata scoperta.




Sarà impossibile dimenticare i tocchi di naturalezza di questa terra che spuntando dal niente come il sussulto di un romanzo mi assaliva con cime di montagne cosi alte da darti un senso di profondo desiderio. E poi, le sue foreste scolpite in vallate ricoperte di incanto, laghi geotermali vogliosi di chiamarti per tuffarti nelle righe di una assurda favola, e ancora, capovolgimenti tropicali nella zona nord con spiagge paradisiache lungo una costa dorata e inebriata dal profumo della felce, e infine, cascate nascoste nel mezzo di un bosco o di un sentiero, pronte a farti vivere il sussulto di un percorso meditativo o di una giornata per respirare e sentirti energico e più vivo del solito.




Non potrò dimenticare tutti questi sussulti vissuti, che raggruppano in maniera grossolana i titoli di coda di questa esperienza. Mai lo farò! E mentre i miei occhi adesso si illuminano di un brivido che comincia a sentire l’addio, decido che il momento di chiudere questo articolo e aprire la mia valigia che ancora una volta nella mia vita mi sta chiamando per compiere un’altra sfida.


Non sono venuto al mondo per i sentimentalismi che nonostante una parte di me li adori non rendono completezza alla questione.


Perciò voltandomi, darò voce a quell’altra parte di me, che vestita da orgoglioso maestro degna di una voce robusta mi dice di andare avanti cercando l’essenze di questo mondo che vuole essere scartato con la voglia di possedere la vita come un regalo: come un’infinita vigilia di natale.

Il sole sta tramontando oltre questa vetrata, cosi come con esso stanno scorrendo gli ultimi momenti su questa esperienza che hanno trasportato una fase tempo lontana da alcune antiche origini, avvicinandomi ad un mondo che ha saputo abbracciarmi con il valore di una dolce armonia che il mio cuore continuerà ad ascoltare tutte le volte che vorrà tornare da te.


Vivere vuol dire scoprire. Grazie Nuova Zelanda.




Claudio Longo - Agosto 2019 Auckland

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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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