• Claudio Longo

Cosa ho imparato stando 5 giorni da solo nel deserto indiano

Un mese e mezzo trascorso in India tra esperienze di meditazione, lunghi viaggi in treno tra uno stato e l’altro, dispersione in città super caotiche, momenti spirituali ed artistici e poi l’esperienza nel deserto che ha completato il viaggio verso Oriente.





Ero rientrato in Rajasthan con un bus di 19 ore da Varanasi, e dopo essermi fermato per lunghi e lunghi giorni, prima a Jaipur, poi Pushkar e Jodhpur, ho proseguito fino ad arrivare quasi al confine col Pakistan trovandomi quindi a Jaisalmer - la città d’oro.




Mi sono subito dolcemente perso in questa cittadina di confine, poco caotica rispetto alle altre citate e raccolta dalla sua antica fortezza che con le sue mura di arenaria si spalanca di primo impatto alla vista dei suoi visitatori donando notevole spicco.


Ovviamente non ero arrivato qui sprovvisto di ogni informazione sul cosa fare o vedere, come magari era successo in altre località. Questa volta dopo una bellissima chiacchierata avuta con una viaggiatrice pochi giorni prima su un bus verso Pushkar, dove lei appunto stava rientrando proprio da Jaisalmer, spinta da alcune mie curiosità, mi ha detto che l’unica cosa che non avrei potuto perdere una volta arrivato lì sarebbe stato il deserto.


Perciò fiutando la chance di poter fare un’esperienza originale, non appena sono arrivato nella “città d’oro” e dopo aver gustato dell’ottimo palak paneer con il mio consueto garlic naan, ho cominciato a cercare subito informazioni sull’esperienza nel deserto, ma tutte le varie agenzie super turistiche offrivano esperienze di più giorni proponendo attività come drifting sulla sabbia col jeep, musiche a tutto volume e ballate commerciali e dimostrazioni di cucina indiana in mezzo a decine e decine di persone.


Mmh, non ero proprio convinto quando nel mio 3° giorno di ricerca avessi quasi ceduto alle avance di un manager di agenzia che mi aveva proposto anche un cospicuo sconto vista la bassa stagione.


Ma io non convito ho rifiutato la proposta e una volta tornato in ostello gli ho raccontato le mie volontà al gestore che in pochi minuti ha subito compreso ciò che io volessi prendendosi carico di tutto ciò.


Per me deserto voleva dire staccare da tutto e tutti e godermi quegli scenari unici in completa armonia. Il mattino successivo senza perdere altro tempo ero con lui sulla Jeep che mi stava portando 85 km più in là verso il confine, vicino al villaggio di Phuliya, dove lì ad attendermi ci sarebbe stato Salim, il cammelliere con cui avrei condiviso questa esperienza.


Salim, un ragazzo dell’età mia che viveva il deserto da quando era nato, (pensate che in vita sua ha visitato solo una volta Jodhpur e stop), in pochissimi minuti ha compreso la mia personalità e la volontà di incontrarci in alcuni punti del deserto solamente per sopperire alle necessità di cibo e qualche chiacchiera.


Per il resto ero completamente libero di vivere in totale assenza di tutto, la forma e la sostanza di questa esperienza magica che nei suoi tratti intensi mi ha insegnato alcuni punti, che ti torneranno utili qualora volessi vivere il deserto almeno una volta nella vita.



1 - Imparare a star con me

Ho sempre cercato solo questo dal viaggio. Ma non solo dall’India. Questo desiderio c’è sempre stato come necessità unica ancor prima di comprare un qualsiasi biglietto.

Il sentore primordiale di ascoltare solo le frequenze della mia anima, di non perdere tempo tra ingorghi nel traffico e stupide lamentele altri… Un lungo momento di mediazione che magicamente mette tutto in equilibrio ed in questo il deserto è un luogo unico al mondo per tutti i presupposti che può offrire.

2 - Sapersi arrangiare

Esser cosi lontano dalle comodità, implica tanti piccoli doveri che mettono alla prova alcuni aspetti che cambiano in un attimo i nostri gesti. Tipo lavare i piatti con la sola sabbia( e vi assicuro che vengono lucidissimi), fare bisogni al mattino usando foglie secche, avere cura del cibo e dell’utilizzo dell’acqua, facendone uso solamente quando ne è strettamente necessario.

Perché se sei a casa a volte apri il frigo quando non hai fame consumando e abusando di cibo inutile, ma quando i tuoi viveri sono tutti in un sacchetto, impari a convivere con aspetti nuovi che sottolineano un momento che vuole più rispetto in generale

3 - Convivi con l’essenziale

Niente cellulari, niente computer, niente aperitivi, niente corrieri che suonano alla porta e niente partite o spettacoli alla Tv.


Solamente tu che balli, canti e urli davanti a quelle folate di vento caldo; il dolce senso della libertà. Il volto che talvolta ti si secca per via del caldo e degli gli sbalzi di temperatura, lo sguardo che si assottiglia diventando sensibile e morbido, che per giorni osserva solo granelli gialli, e il senso del tuo tempo che rallentandosi e non avendo più stress migliorerà i tuoi gesti e tutti i tuoi modi di fare.

4 - Inquadrare gli obiettivi.

Questo è stato forse IL MOTIVO che mi ha spinto ad andare nel deserto. Interrogarmi senza il ronzio della voce degli altri e analizzare quali sarebbero stati di lì in avanti le mie priorità e i sogni che avrei dovuto trasportare in realtà una volta tornato tra i comuni mortali. Nei mesi scorsi avevo già sicuramente lavorato tanto su questo, ma l’impatto col silenzio del deserto è stata la carezza necessaria per darmi le forze giuste e fare spazio nella mia mente.


5- I paesaggi unici

Le dune ragazzi! Questi saliscendi continui che lungo gli spazi infiniti delle mie osservazioni erano capaci di farmi perdere nelle poesie più belle e nei gesti più assurdi e selvaggi.


Accadeva all’alba, quando mi svegliavo togliendo le mie 3 coperte imbottite, col sole che schiarendo candido offriva dei colori dorati.

Poi si continuava nel pieno del suo spettacolo a mezzogiorno, quando i raggi bollenti e incandescenti, vedevano i miei passi persi in perpetue riflessioni.

Ancora la celebrazione del tramonto, dove tutto l’intero territorio si infuocava emozionando le stesse dune mai stanche di rivedere i cambiamenti delle loro forme a contatto con quei caldi e calmi colori.

E infine la notte. Non c’è stata una sola notte dove attorno alle 3 mi sono svegliavo, vivendo miliardi di stelle di stelle illuminate che si spalancavano nei riflessi delle mie pupille ammaliate e incantate da tanta bellezza che ho avuto il privilegio immenso di vivere.

Penso che solo in questo autentico e originale modo avrei potuto concedermi un’esperienza nel deserto. Vivendolo da solo e in maniera totalmente assente dai rumori che volevo abbandonare. Andarci per trascinarmi inutili carovane e motori rombanti non avrebbe avuto senso.





Grazie a Salim che di tanto in tanto appariva, ho anche imparato a saper convivere con i cammelli. Ne avevamo due e il mio si chiamava Rocket ed era davvero molto sensibile. In poche ore grazie al supporto di Salim ho imparato anche ad usare quelle paroline per poterlo guidare con rispetto, per farlo alzare o sedere nell’evenienza e anche vestirlo nel modo corretto usando pettorine, cuscini e protezioni.




Il deserto ragazzi è un’esperienza unica. Non importa se sarà quello indiano, quello del Sahara, quello di Gobi in Mongolia, altri sulla faccia della terra o quello del tuo cuore.



Il nesso è che stando in luoghi cosi impari il silenzio, e quando apprendi ciò riesci a conoscere una persona che meriterà di essere amata una volta nella vita: te stesso…

Comunque se vuoi vivere questa esperienza ancor prima di andarci, ti consiglio di ascoltare la mia puntata del Podcast

Ti lascio il link qui sotto, cosi attraverso la verve della mia voce ti verrà ancora più voglia di compiere questo sogno prima o ….

Ascolta il Podcast - 5 giorni da solo nel deserto indiano


Ecco un piccolo video sorpresa per te dal deserto...










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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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