• Claudio Longo

Ecco perchè la Nuova Zelanda è un paese felice.

Aggiornato il: mag 28

Quali sono i principali aspetti per vivere una vita felice? Dopo aver vissuto un anno agli antipodi ed aver abbracciato a pieno la cultura neozelandese sono riuscito a comprendere i 6 punti essenziali che fanno di loro un popolo felice.

Ti spiego quali.

1 - La gente:

In sostanza è la prima cosa che ho notato dal momento in cui ho messo piede in aeroporto a Auckland e che mi ha accompagnato per tutta la durata della mia permanenza.


L’attitudine maggiormente veritiera è quella che più mi emozionava è la loro“buona fede”.

Non so, ma questa cosa mi metteva addosso una serenità addosso incredibile. L’approccio generale che hanno alla giornata dove tutto quello che fanno, proviene da una umanità interna che li rende puri d’animo e un popolo dalla mentalità avanzata.


Il vivere finalmente a contatto con una popolazione senza assilli e senza quello stress che ti porta sempre a pensare che qualcuno alle spalle ti stia ingannando o denigrando, lì, è stata completamente vanificata dalla loro ondata di luce e buoni presentimenti per il prossimo.

Il rispetto generale nei modi di fare, mantenendo sempre una educazione esemplare in ogni contesto non facendo mai trasparire quelle vene lamentose che bloccano tanto l’evoluzione di una persona che molte volte gira su stessa non concludendo mai nulla.

La loro dedizione generale sul lavoro, portandoli ad essere precisi e meticolosi come non mai durante le 8 ore, ma anche, quella forte capacità di sapersi godere la vita, vivendo sempre a stretto contatto con la natura, comprendendo che il lavoro che è soltanto una parte della giornata. Il resto bisogna solo viverlo a contatto col sole e con gli affetti.



I paesaggi:

È ufficialmente la cosa che più mi ha spinto ad andare a vivere lì, quando dopo il mio anno in Australia e le parentesi di un altro anno tra New York e in Norvegia, volevo assolutamente ritrovare l’Oceania, intesa appunto come Nuova Zelanda.





È un sogno allo stato puro, sommando che le due isole nutrono a larghi tratte della stessa densità, perciò scopriamole:



L’isola nord è assoluta padrona di spiagge cristalline su entrambe le coste, con quella che dal lato del Pacifico tra la regione di Coramandel fino ad arrivare in Hawke’s Bay merita una nota epica nell’appunto dei luoghi meravigliosi. Spiagge turchesi che godono di una illimitata estensione che ti portano a specchiare davanti ad albe meravigliose ad un concetto di libertà estrema.


Poi, l’entroterra come d’incanto si dipinge di un verde splendente con le sue radure di scolpite d’incanto. Il disegno assoluto di vallate che ti fanno sentire come dentro una fiaba che va verso l’epilogo di un dolce finale.



L’isola sud vanta di una paesaggista ben diversa, ma allo stesso tempo offre una scenica con sfondi indimenticabili.


Luoghi in cui è predominante la montagna con località super gettonate come Queenstown e Wanaka, verdeggianti foreste pronte a svettare all’impatto della tua vista da un momento all’altro mentre guidi in quelle strade quasi deserte.


Il mare ovviamente torna predominante con panoramiche incomparabili e la presenza indisturbata di animali unici come pinguini e leoni marini nel lato che scende verso Dunedin nell’eccentrica regione dell’Otago.


Impossibile da non citare il versante naturalistico nel lato nord-ovest dove si trova l’Abel Tasman Park. Un’autentica perla da vivere in un sol respiro per la varietà naturalistica offerta con la chance di fare svariate escursioni.


Ho ancora i brividi al sol pensiero della presenza di terre cosi nel mondo.





3 - Burocrazia e costi:


Tornando ad un aspetto di vita di un normale Backpacker con il suo umile Working Holiday Visa, le prime cose che quasi sorprendono è la semplicità dell’aspetto burocratico e di alcuni costi in generale.


Alcuni esempi:


  • Ricordo che quando ho comprato l’auto, il passaggio di proprietà l’ho fatto col proprietario in posta, compilando un bollettino e spendendo la cifra di 8$ che sono circa 5€. Assurdo vero?


  • Il giorno in cui ho aperto il conto in banca ricordo di esser entrato e uscito in circa 5’, e quando sono tornato a casa non avevo quel malloppo di fogli con mille firme. Con me possedevo una semplice fotocopia con i miei dati e il numero di conto, dopodiché in circa 3 giorni mi è arrivata a casa la mia carta prepagata per fare acquisti. Credo che per tutta la durata del mio anno di non essere mai entrato più in banca.

  • L’assicurazione dell’auto mi offriva diversi pacchetti ed io acquistando il pacchetto deluxe comprensivo di tutto perché avevo timore di fare incidenti vista la guida a destra, pagavo 21$ ogni tre mesi.


  • La stessa modalità di pagamento a partire dai 3 mesi fino all’anno intero, si effettua con la REGO, ( credo sia il nostro bollo in sostanza), anche qui pagando circa 18$ ogni tre mesi, per poi avere addirittura degli sconti nel pagamento sui 6 mesi o sull’anno intero.


4 - Lavoro e stipendi:



Cercherò di non dilungarmi troppo ma con tre parole vi farò intendere qual è il loro concetto di lavoro che ovviamente ho ritrovato in tantissimi luoghi nel mondo. Le paroline magiche sono “paga minima oraria.“


Questa paga ovviamente è selezionata per criteri di mestiere andando a salire per determinate categorie, ma mai scendendo sotto la soglia di 18,90$.


Questo vuol dire che se una ragazzina sceglierà di andare a fare la cameriera la sera, a fine mese non si sentirà danneggiata perché per esempio lei avrà guadagnato 600€ in un ristorante di Palermo, e la sua amica ne avrà presi 1300€ in uno di Milano.

Per citare l'esempio della ristorazione come ovviamente vale per tutti i settori, la paga base è unica per tutti i luoghi nella nazione con sole possibilità di rialzo per determinate compagnie che sceglieranno di alzarla secondo criteri propri, e questo non comporterà mai sgravi economici e morali nella dignità del lavoratore, sia dal momento in cui avrai primo approccio a lavoro, che per tutta la durata della tua vita lavorativa.


Tu vieni pagato per le ore che effettivamente lavori e non secondo accordi basati su strette di mano o forfait mensili che poi ti obbligheranno a dirti “si” , solo per effettivo bisogno lavorativo, facendo magari anche un lavoro che non ti piace.

Poi non entro nel merito della modalità di pagamento, ma dico soltanto che percependo il tuo stipendio settimanalmente o quindicinalmente, avrai una gestione più corretta delle entrate, oltre che un equilibrio migliore delle spese in generale, senza contare che in questo modo la tua economia personale non vivrai forti sbalzi, come quando (per esempio) al 10 del mese ti senti un nababbo e ai primi del mese successivo un barbone.


La parola chiave è “equilibrio” nella gestione delle entrate e una spartizione più equa dei tuoi averi.

Credete che questo accada perché obiettivamente la Nuova Zelanda possiede una popolazione di solo 5 milioni di abitanti, e quindi per il governo è più facile gestire i suoi cittadini? Forse, però dietro ad alcune manovre ci sono davvero ottime capacità gestionali oltre che una mentalità davvero avanzata.

5 - Clima:


A discapito di chi ironizzava su questo aspetto, posso dire che in Nuova Zelanda ho trovato quello potrebbe essere definito il clima perfetto.


Premessa che ho viaggiato per un mese nel sud dell’isola che possiede sicuramente un clima di montagna e quindi più rigido, ma stando nell’isola Nord ho il ricordo di giornate sempre godibili e soleggiate a bordo del Pacifico.


Temperature sicuramente non eccelse che non superavano mai i 30°/33°, ma di per certo ottime e mai troppo roventi.


Questo è accaduto sia nella parte estiva a Tauranga dove ho trascorso i 6 mesi estivi, che successivamente a Napier durante l’inverno. Certo, in quest’ultima al mattino alle 6 c’era un pò di brina sull’auto, mai poi, da mezza mattinata in poi, potevo tranquillamente trascorrere le mie giornate con una maglietta e una giacchetta leggera sulla riva del mare o in un parco all’aperto.



6 - Il cibo e il vino:

Ma chi l’ha detto che si mangia bene solamente in Italia?


Io direi di smetterla con questo inutile campanilismo che ha volte profuma quasi di presunzione, soprattutto quando vedo dei ragazzini viaggiare in giro per il mondo denunciando che non trovano il parmigiano o non hanno il piatto di pasta della mamma.


Io non vi parlerò di cucina e di usanze tradizionali, perché è assodato che un paese giovane come la Nuova Zelanda abbia meno storia gastronomica rispetto ad altri in Europa o in Asia. Io vi parlerò della varietà di prodotti dalla quale sono rimasto sbalordito e che non pensavo di gustare cosi:

  • Prima di tutto la produzione di vegetali, che appunto avendo quel clima straordinario possono dargli la possibilità di trovare di tutto sugli scaffali dei supermercati o dei mercati.

  • Per gli amanti della carne la Nuova Zelanda vanta di tagli raffinati di agnello, manzo e pecora per via dei numerosi allevamenti, per non parlare del pesce che in quelle acque abbonda. Due su tutti, il pregiato salmone che invidiano in tutto il mondo dopo quello norvegese e lo “snapper” che ha una carne simile al nostro dentice.

  • Possiedono il miele più pregiato al mondo. Vi auguro di assaggiare almeno una volta nella vita quella delizia del miele di Manuka. È carissimo però un cucchiaino vale assolutamente il prezzo del biglietto.

  • I vini che ho bevuto lì sono tra i più buoni al mondo. Non sono un sommelier ma vi auguro un giorno di farvi un giro e perdevi nelle culture tra le vigne del Sauvignon Blanc e del Malborough e degustare l’ampia scelta di vini sia rossi che bianchi. In molte cittadine come Napier hanno fatto un vero business, organizzando addirittura dei tour in bicicletta tra le numerose aziende vinicole della zona, combaciando dei momenti all’aria aperta con l’affondo in una cultura enogastronomica tanto giovane quanto meravigliosa, e la cosa sembra esser diventata un must da quelle parti.




Credo di aver scritto questo articolo in 10’ tondi. Questo perché avendo vissuto a pieno tutti questi singoli aspetti mi sento di dire che quel paese è davvero popolato da persone che credono nella felicità. Ma la felicità infondo cos’è? Non è forse l’unione di grandi e piccoli aspetti che ricerchiamo per tutta la vita? Non è forse sentirsi in pace con se stessi e accolti da un pò di serenità?

Vi svelo un aneddoto che una volta mi ha emozionato.

"Un giorno mentre stavo rientrando a casa in macchina mi sono trovato davanti dell’uscita dei bambini di una scuola elementare. Fermandomi sulle strisce pedonali non c’erano vigili a dirigere il traffico, bensì i bambini stessi che con delle sbarre chiudevano la circolazione delle auto, facendo attraversare i loro compagni che si tenevano per mano andando cosi dall’altra parte del marciapiede sorridenti e festanti.“


Ho trovato anche il video


Quando penso al rispetto, alla fratellanza, ad un gesto umano, ricordo sempre volentieri questa scena che tradotto in due parole per me significa ”Nuova Zelanda.“

Buon viaggio amici …







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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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