• Claudio Longo

L’Asia che mi piace- La Thailandia del nord

Dai templi più belli al confine del triangolo d’oro, con una spiritualità respirata in ogni angolo della strada e tanta pace che ha timbrato dei giorni unici.






E cosi non appena l’aereo ha staccato il carrello dall’aeroporto di Hanoi e con sé venivano archiviati i bellissimi ricordi del mio tempo vietnamita è venuto il momento di approcciarsi al cospetto di una nuova cultura che sarebbe stata pronta a spalancare ancora di più il mio cuore di conoscenza.


Non avevo molto tempo a disposizione, considerando che il mio viaggio sarebbe proseguito altrove, verso una meta che avevo puntato da almeno due anni, il Nepal. Perciò, essendo di rotta dal Vietnam e avendo trovato un volo a buon prezzo da Bangkok a Katmandu, ho deciso immediatamente di investire quei pochi spiccioli risparmiati per collegarmi da Hanoi a Chiang Mai e vivere il nord della Thailandia per questo lungo week-end.




Tante volte…

avevo sentito parlare della Thailandia del nord, come una terra che aveva tanto da dire e che rispecchiava originalità rispetto alle più quotate località del sud bazzicate da milioni di turisti e diventate forse troppo commerciali.

Però…

si sa che ogni opinione su un luogo e su in viaggio è sempre soggettiva, perciò, alla fine mi sono affidato solamente al mio istinto e mi sono concesso il piacere di vivere questo angolo di mondo che da tempo suscitava la mia curiosità.

Alla fine di questo posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito per tanti aspetti che vi elencherò adesso. Let’s start…





Ripartiamo da Chiang Mai

La cosa che più in assoluto mi ha colpito di questo posto al primo impatto è stata la pulizia. Sinceramente non mi sembrava di essere in Asia, anzi credo che un’organizzazione cosi non la trovavo dai tempi del mio viaggio in Giappone. (leggi qui il mio articolo sul Giappone)


Un altro aspetto davvero sorprendente di Chiang Mai è stato il traffico. Arrivando dal “piacevole”, ma assordante caos del Vietnam vissuto in città come Saigon ed Hanoi passando per tutta la nazione, ero ormai pronto a tutto, e sinceramente divertito da questo aspetto tipico del sud est asiatico.


Ma ecco che una volta sceso dal tuk tuk, alle porte della città antica è arrivata la clamorosa smentita. All’improvviso i miei occhi potevano osservare delle vie con pochissime auto e una lievissima sfilza di motorini che non si ostacolavano e che soprattutto non suonavano clacson. Non mi sembrava di essere in Asia.




Non potevo crederci…

e devo dire che paradossalmente cominciava quasi a mancarmi il Vietnam. Davvero non potevo credere di trovarmi un clima cosi calmo, i negozi in chiusura alle 19,00 o poco più, neanche un fazzoletto per terra e pochissime persone in strada non raccolte dalla bagarre di farsi spazio.

Perciò…

sorpreso e quasi confuso da ciò, sono andato a letto e l’unica differenza notata al mattino successivo è stata un piccolo mercato di frutta, verdure e pesce, allestito proprio sul lungo marciapiede dove c’era anche il mio ostello.

Il mercato di Warorot che è durato dalle 7 alle 10 e che in pochi minuti è stato ripulito senza lasciare la ben che minima traccia di rifiuto, degna (lo sottolineo ancora) di un’organizzazione quasi svizzera.

Ma i miei viaggi...

vogliono uno spirito frenetico, sempre acceso e ricco di vitalità, quindi, siccome non sono un ispettore dell’igiene mandato in spedizione in Thailandia, tanto meno un ragazzo che si concentra troppo sul pregiudizio o sulla forma delle cose, sarà bene passare all’azione e concentrarci sulla bellezza dei luoghi vissuti in questo breve e intenso tempo.

Aaah i templi.

Forse è questo il motivo principe che mi ha convinto del tutto a virare ancora sulla Thailandia, com’era successo l’anno prima quando sono stato a Bangkok, in quello che era il viaggio che ha spezzato la rotta verso la Nuova Zelanda.

Cosi come ho piacevolmente vissuto templi e opere come il “Wat Arun“ il “Wat Pra Kaew“ e il quotatissimo “Palazzo Reale“, questa volta sono ripartito con lo stesso ed unico intento.

Wat Phra Singh



Sicuramente il tempio must da visitare a Chiang Mai e distante dal centro solo 20’ di tuk tuk, che vi costerà 1 € circa. Non appena arrivato a destinazione solo una lunga serie di scalini vi dividerà da tanta bellezza, e oltre a poter godere della vista della pagoda con i suoi contorni artistici avrete anche accesso ad una bellissima visuale dall’alto della città con le sue vaste campagne.

Wat chiang man

Piacevolmente colpito da questo tempio in pieno centro cittadino a pochi passi dall’inizio del centro storico, mi sono fermato qui, e ritrovandomi piacevolmente da solo ho potuto venerare questo luogo in tutti i suoi rintocchi magnifici.

Entrando poi mi sono ritrovato un imponente Buddha che dall’alto della suo fascino mi ha quasi ipnotizzato con la sua nobile potenza.






Il mio tempo correva come mai avrei voluto, perciò, dopo aver camminato in lungo e in largo per la città antica che merita senz’altro una visita, e aver cenato nel bazar centrale dove si trova un ampia gamma di specialità culinarie thai, mi sono diretto a Chiang Rai.



Arrivarci è stato semplicissimo oltre che economico. Ci sono diversi bus che in 4 ore circa al costo di 200baht di media (5€) vi porteranno in un’altra di quelle tappe che meritano assolutamente una visita. Se altrimenti se volete accorciare il vostro tempo potrete senz’altro trovare un trasporto privato.

Cosa non perdere a Chiang Rai



Wat Rong Khun. White Temple

" Signori ecco il tempio bianco più bello al mondo "




In assoluto, e qui mi confesso, forse il motivo del mio scalo di 3 giorni in Thailandia prima di andare in Nepal. Erano anni che desideravo di vedere questo luogo e più ci pensavo e più questa fotografia come dolce ossessione mi appariva su altri blog di viaggi e riviste.

Questo tempio pieno di contraddizioni religiose che regna tra il sacro e il folle è qualcosa che oltrepassa lo straordinario. Sembra finto da quanto è bello, e più lo guardavo e più non riuscivo a smettere di venerarlo e fotografarlo.


Il costo di circa 50 baht è davvero irrisorio per tanta bellezza esposta. Sono arrivato lì alle 8 del mattino dopo aver preso un tuk tuk locale con 20 baht, ma sarei rimasto seduto su quel prato sino al tramonto, e poi ancora e ancora, per scolpire nei miei occhi l’incanto di quel bianco puro.

A volte…

nella mia semplicità preferisco investire buona parte del mio tempo in viaggio camminando. Uscire via dagli schemi turistici e raccogliere quanti più dettagli possibili della vita cittadina e di quartiere, perciò una volta rientrato a Chiang Rai centro sono finito nell’altro estremo della città ed ecco che mi sono ritrovato qui.

Wat Rong Suea Ten. The blue temple


La Thailandia in tema di templi non deve invidiare niente a nessuno perciò dopo aver visto il tempio bianco potevo perdermi quello blu?

Sicuramente l’impatto scenico non si è equivale a quello bianco, ma vi assicuro che la visita a quest’altro gioiello artistico merita assolutamente un sano momento di contemplazione.

Un escursione al confine…


E per uno come che nella sua vita ha improntato parte dei suoi viaggi vivendo il confine con i suoi cambi di cultura, di certo non potevo perdermi questo. Uno dei più caratteristi al mondo!


Questo punto geografico della Thailandia infatti è famoso soprattutto per il suo border strategico che appunto è denominato “triangolo d’oro.”

Infatti prendendo un bus locale di circa un’ora e mezza da Chiang Rai a Chiang Saen, arriverete davvero a pochi passi dalla frontiera che un colpo soltanto divide la Thailandia, da Laos e da Myanmar.





Quindi se a titolo di sfizio vorrete concedervi una semplice visita in Laos o Myamar, dovrete soltanto saltare a bordo in una delle tante barche veloci e nel giro di dieci minuti vi ritroverete in uno di questi stati, considerando che poco più avanti a circa un centinaio di km

c’è anche la Cina. Curioso vero?


In questi 3 giorni super frenetici ho cercato di non farmi mancare nulla, di contenere il budget per la mia prossima esperienza sull’Himalaya, e allo stesso tempo godere di tutti gli aspetti positivi che questa terra poteva darmi.





Oltre a tutte le bellezze artistiche citate e a tutte quelle che mi sono perso, spezzo una lancia a favore del cibo. Infatti anche qui in Thailandia ho avuto modo di provare di tutto. Dal curry speziato e piccante al super famoso Pad Thai fatto in diverse salse, fino ad arrivare ad una CHICCA che ho ritrovato al mio ritorno dal triangolo d’oro proprio al mercato di Chiang Saen e che vi faccio vedere in questo piccolo video. L’hai mai provato te?






È tempo di volare in Nepal per me… Al prossimo viaggio amiciiii…


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Ciao viaggiatore. Mi chiamo Claudio e a seguito di una vita spenta e priva di emozioni ho cominciato a viaggiare per conoscere me stesso. In 5 anni ho avuto il privilegio di visitare 4 continenti, di vivere in tanti luoghi nel mondo e di auto produrmi 2 romanzi che sono ispirati alla mia vita da viandante che cerca il suo posto nel mondo.


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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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