• Claudio Longo

La mia vita oltreoceano " Il 2° tempo di viaggio in Australia . "

Aggiornato il: 1 ago 2019


Il proseguo di un viaggio pazzesco, esaudito dalla voglia di andare, di toccare terre sconosciute regalate dal brivido ansioso di prospettive.

La porta dei confini australiani al profumo di paradiso che dipinta nei suoi colori voleva solo che entrassi per vivere con spirito la scoperta dello scenario imprevedibile: da Broome a Port Douglas.





È tempo di tornare in strada e riversarsi nella verità.

Tutto ricomincia da una piccola stazione di autobus segnalata solo da una secca panchina trascurata dal tempo, sotto un torrido sole puntuale nel suo mattino e, da una stiva che da un momento all’altro avrebbe visto la presenza di una graffiata valigia piena di ricordi. Presto avrebbero fatto conoscenza e di tempo per parlare ce ne sarebbe stato di certo tanto. 3200 km da spalmare in 38 ore, a bordo un di pullman che sarebbe entrato nel Northern Territory dal versante West con a suo carico tante fermate nel circostante deserto, su di una bollente strada che penetrante di silenzio avrebbe gioito sentendo il battito delle sue anime in transito.





Andare.

È questa la parola che dal finestrino sporcato di sfumature di terra rossa e padrona di un caldo vento estivo, risuonava nelle mie pupille arrossate dal sonno che si accumulava, mentre tra le mani tenevo in maniera disattenta una lattina di birra ormai diventata calda ed inutile.

Andare” senza una meta, andare per conoscersi, andare per il solo fottuto piacere di andare. " Avrei fatto di tutto per la mia vita e sarei stato pronto a ripagarla con mille sacrifici, purché sotto il mio sedere ci fosse stato un sedile scucito, un sellino di spugna, una sperduta vista in movimento, oppure qualche strambo personaggio barbuto che tatuato di avventure sarebbe stato pronto ed astuto nel raccontarmi qualcosa di emozionante per cambiare il senso della mia giornata.


L’emblema dei miei atteggiamenti…

mi chiedevano imperterriti una spiegazione su chi ero e di cosa perfettamente ero alla ricerca!


La verità e che non ero proprio in grado di rispondere. Quello era un momento in cui mi sentivo particolarmente perso, e tutto ciò che di buono mi riusciva era rievocare il piacere di un vecchio bacio dato ad una ragazza che ambientava la scena nell’atmosfera di un teatro con delle stanche melodie di flamenco arabo, e ancora, preoccuparmi di pensare a quello che sarebbe stato il seguito del mio libro, che giunto al suo ingenuo 4.o capitolo voleva solo un pò di pace, spazio e ispirazione per poter continuare serenamente a navigare nel suo sogno di esser concluso.





“ Ma la strada è lunga e il traguardo lo vedranno solo le persone decise.”




Per il resto…

ero un’anima che priva di un’identità e padrona di equilibrio senza guinzaglio si divertiva ad abbandonarsi lungo infinite passeggiate spese a parlare all’aria per tracciare una linea di accordo collegata da sogni, obiettivi quotidiani e motivazioni divenute necessarie per far brillare quelle pupille riempite dal paesaggio.


“ Anche un soffio di vento mi avrebbe abbattuto

Uno schiaffo invisibile

Un ricordo indelebile

La voce silenziosa

La pace di una vela strappata nel mare agitato. “




Intanto…

nella mia incredulità più totale saziata da figure desertiche, da primitive rocce accarezzate da vallate sterminate e da lontani arbusti di gum tree uniti in un appello inconsueto, si stava per consumare quel viaggio in pullman che nei suoi tratti magici mi era sembrato infinito.

Non ero mai stato quasi 2 giorni consecutivi su un pullman, e a distanza di tutte quelle ore mentre mi alzavo per sgranchire la mia schiena, non mi sembrava di riconoscere più nessuno tra i passeggeri saliti a Broome “ WA ”.


In effetti ero rimasto l’unico, oltre a qualche scolaretto dall’aspetto impaurito saltato in sella dal suo villaggio spento e senza decori, oltre che dal caro vecchio indomabile autista, che oltre a sobbarcarsi quel lungo viaggio, durante la notte precedente si era occupato di scaricare interi cestini ricchi di posta, per ogni singola fermata appuntata su di un vecchio taccuino ingiallito dai chilometri e dal tempo che consuma le cose troppe utilizzate.




Era tutto cosi …

lontano, selvaggio, antico e forse normale da quelle parti… Non saprei dirvi: la pompa di benzina col contatore a scatti in prossimità di un antico cantiere abbandonato, le cassette delle lettere di questi luoghi dispersi che sembravano cestini delle offerte di chiese di contrada, il profumo del caffè tostato di un vecchio e decadente autogrill gestito da una signora anziana nata e cresciuta fra quelle mura, le strade non asfaltate e dissestate da una naturale libertà, l’ombra della presenza dell’uomo, vivo di una visione meno occidentale, meno meccanica e forse profondamente più sincera.

Oh mio caro tramonto!


E come un neonato chiede il seno della madre per sentire vicinanza, fame e sentimento, io, allo stesso tempo nel comune bisogno quotidiano sento la necessità di vivere quei colori; quei caldi colori per allineare la mia esistenza alla piatta ed arcigna motivazione di sentirmi un corpo vivo che torna a credere in qualcosa.


Una ragazza una volta mi ha detto:

“ È importante che tu impari a vivere l’energie della terra.”


Dopo quelle parole rimbombate nel suo amore dissolto, non ho più smesso di pensare a questa definizione, perciò, tutte le volte che mi sono ritrovato in una spiaggia per celebrare un tramonto, in un bosco per accogliere i silenzi o su una collina per sudare i miei limiti, ho sempre cercato di dare valore a quel momento, cercando di stabilire un contatto vero con la madre terra.

Le impronte di una destinazione

Superavo Darwin non particolarmente estasiato dall’aria di una città distante e scontata da un senso preciso, e dopo aver raccolto una proposta di lavoro decisamente allettante decisi di proseguire per spingermi fino in Queensland e toccare la punta nord di un nuovo confine del tutto insolito per i miei piani mai esistiti.

Tornavo in Queensland…

dopo la mia fuga iniziale di 6 mesi prima, i miei giudizi affrettati da viaggiatore saputello del cazzo, da ragazzino fuggitivo e ribelle di un pensiero difficile da dominare.

Tornavo in Queensland: “Si certo, ma questa volta per andare dove dicevo io e per confermare che la mia Australia dove essere selvaggia, lontana e viva delle mie decisioni.




Benvenuto ai tropici.

E dopo aver scoperto le brezze di aver vissuto nella capitale più isolata al mondo nel "WA", adesso, vivo dei miei capricci evasivi volevo andare dall’altra parte. Essere toccato da un aria che sconvolgeva di estremo, sentire le temperature cambiare, un accento diverso e il profumo di un aria semplicemente nuova.




Se fossi stato in Europa…

in termini di distanza sarebbe come stato dire: mi sto trasferendo dal Portogallo alla Finlandia, e quindi per una normale percezione questo avrebbe suscitato tanta curiosità.

Ma invece vivi di questi 5315 km … stavo solo traslocando da uno stato dell’Australia ad un altro stato dell’Australia. Strano eh!!!

Welcome to Port Douglas.



Ed eccomi arrivare dopo un travagliato viaggio in pullman degno di un vero giro sulle giostre, ricco di curve riversate nel suo spinto verde tropico-collinare e vivo di una panoramica che dall’altra parte offriva l’azzurro Mar dei Coralli contornato da palme degne di un'inedita cartolina da lanciare al vento affamato.

Perciò…

in una serata qualunque dove le zanzare sembravano essere emigrate altrove e tra i ragazzi dell’ostello si parlava solo di attacchi mortali di meduse, coccodrilli e ragni, io, con un aria del tutto sorpresa cominciai a ridere non rendendomi davvero conto di dov'ero capitato.

Ma non appena...

venne scampato questo pauroso vociare per via di stagioni diverse, destini, corsi e percorsi, devo dire che questo luogo a priori di alcuni pericoli per via della sua fauna e circostanze ambientali, meriterà un altro articolo in forma del tutto singolare per via dell’esperienza acquisita, per la straordinaria gente conosciuta che mi ha accolto, per i colori, gli attimi e i silenzi vissuti. Ma soprattutto per quanto il brivido sia stato capace di concedermi nei suoi giorni vissuti.



Smarrito e felice.

Proseguivo nella sua immensa, ma tanto immensa spiaggia.

A volte durante i miei giorni libero ero l’unico profugo disperso che fantasticava la visione reale di stelle marine, stelle cadenti e attacchi improvvisi di dannata ispirazione che un posto cosi avrebbe potuto urlare con impeto di pazzia.

Quella natura tropicale era del tutto inedita per me, e quindi prima di concedermi alle sue bellezze dovevo soltanto respirare, farmi ammaliare, e poi aprire la mente per saper vivere con tutto me stesso la volontà di accogliere un emozione pronta a nascere.




Quindi…

In una piatta spiaggia dove il mare al mattino si ritirava, i miei passi avanzavano scanditi da ore risvegliate solo dal volo basso di un'aquila che vedendomi sdraiata sulle piatte e dorate sponde create dalla natura pensava che fossi morto. Ma in realtà non c’era nient’altro di più falso perché fermo nelle sue azioni, il mio corpo cercava solo significato sulla parola bellezza.


La mia vita in Australia è stata contatto con le vertigini della verità, pensiero di sentirmi isolato da vizi che slegavano il regime di vivere incatenato dal pensiero. Lei è stata puro spazio che ha collegato energia e ragione.


" La vita di tutti noi dovrebbe essere cosi. Viva di momenti da cogliere, pensieri da condividere, segreti da svelare e idee da urlare con forza agli altri. Questo solo e soltanto ponendosi l'obiettivo di vivere al meglio delle nostre possibilità, e successivamente donare un po' di noi agli altri, insegnandoci in buona fede nuove lezioni e creando un flusso di autentica felicità."



Certi luoghi non li lasceremo mai...





Australia.

Sei tu

Terra che ha insegnato

schiaffeggiato l’anima spenta

acceso nuove direzioni

scavato in altre sensazioni

Seminiamo insieme l’evoluzione

mentre annullo quello che non serve

E penso a te

Si voglio solo te

voglio emozionare i pomeriggi concessi

comunicare con te

e sentire il consiglio che tu

Madre terra mi darai

Proseguiremo lontani e innamorati

distratti e incantati dal ricordo

toccato dall’attimo sentito

vivi del bagliore che non mente

nel pensiero

di sentirti regina del mio confine

Per me

che sono stato tuo suddito

Incoronato

dal riflesso di averci creduto.

E con te

esser cresciuto.




Il viaggio continua ogni giorno della tua vita.


Claudio Longo

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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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