• Claudio Longo

La porta che connette il mondo intero - Singapore


Una città che brilla, che raccoglie emozioni nei suoi dettagli, che catapulta colori su una tela che raccolgono l’arcobaleno che esplode di un magnifico abbraccio per ogni passo che ti spinge più in là.

Questo e tanto altro è stato l’impatto ricevuto da Singapore.






Chissà

quale vento ha portato voglia di venire qui. Voglia di alzare lo sguardo verso l’ennesima destinazione che mi ha chiamato con lealtà come sempre accade, e con uno strano senso di corruzione che colpisce il mio cuore tentandolo fino all’esaustiva risposta di farlo cedere sempre.

A quel punto interviene la mente che buona e docile come una nonna il giorno del pranzo di natale è pronta a dirti di si, con quel sorriso morbido, a tratti ingenuo, ma in fin dai i conti ricco di una bontà quasi commovente.


E cosi

dopo il distacco dei miei ultimi 11 mesi passati in Nuova Zelanda, che qualche giorno fa avevo immaginato di vivere in maniera più traumatica, mi ritrovo per la terza o quarta volta della mia vita all’aeroporto Singapore Changi.

Ma questa volta finalmente era arrivata la chance di uscire da quell’aeroporto già di suo magico, e andare oltre quelle alte vetrate accarezzate dalle note di un piano con davanti uno spartito di Max Ritcher, e andare finalmente alla scoperta della città spalancando le braccia all’imprevedibile.

Così con una parte di me anestetizzata dalla botta di calore di 38° gradi, ( ad Auckland ce n’erano soltanto 8) appena uscito dalla metropolitana alla fermata di Bugis, i sogni legati a questo nuovo viaggio in Asia sono divenuti realtà.




La premessa

da fare ragazzi e che io possiedo un rapporto col tempo del tutto distante dalla normale realtà. È come se a volte vivessi in una mia dimensione che determina lunghezze di tempo derivate da una ragione non ben precisa. Perciò appena arrivo in un qualsiasi luogo, non appena mi rendo conto che il mio tempo sarà poco, una parte di me si indispettisce come un bambino e prova comunque nella sua ingenua frenesia a voler vedere tutto.


Quindi tornando alla descrizione di Singapore e tralasciando le vie che ho visto veramente di passaggio, concentriamoci sui luoghi must da vedere e da non perdersi assolutamente.



Let’s start folks.



Little India


non ho avuto ancora la fortuna di essere stato in India, ma devo ammettere che ritrovarmi in questo quartiere di cui ho trascorso anche le mie notti è stato davvero piacevole. In primis le sue strade piacevolmente affollate ti portano a fermarti con più frequenza nei vari negozi presenti sulla Serangoon Road e, il rapporto che si crea tra i profumi di spezie che arrivano da abitazioni e locande, e le musiche talvolta ampliate da alcune botteghe a volume sostenuto, riescono davvero a trasportarti per un attimo nella mia immaginaria Calcutta.

Perciò sbilanciandomi come raramente faccio vi consiglio vivamente di spendere davvero parte del vostro tempo a Little India per perdervi nel complesso di questi rintocchi, oltre che degustare le ottime scelte della loro cucina nei molteplici ristoranti.




Quartiere Arabo:


capitato davvero di passaggio e incosciente anche della sua esistenza, appena l’ho scoperto sono rimasto a bocca aperta e piacevolmente colpito da questo quartiere che ha saputo raccogliere i miei sussulti in pochissimi battiti.

Parlare di usanze specifiche a proposito di una cultura cosi distante dalla mia senza una base di informazione reale sarebbe improprio, però, la sensazione percepita secondo i miei aspetti emotivi è stata incredibilmente gratificante.

Piccole abitazioni a schiera con mura ridipinte di colori differenti, capaci di dare freschezza e un tocco giovanile di particolare modernità, hanno sicuramente dato una nota distinta al giudizio finale.

Tante anche le decorazioni con graffiti autentici che mi hanno accompagnato sino alla sua strada principale, dove hanno spalancato la vista della Moschea di Masjid Sultan, che spuntata di impatto ai miei occhi quasi sazi mi ha lasciato davvero di stucco per il sua spiccata energia architettonica.

Toccante e dai tratti anche mistici il momento in cui dalla stessa reggia ne fuoriuscita una voce sostenuta, e capace di espandersi oltre quella mura che chiamava e raccoglieva i suoi fedeli avvolti in un profondo spirito di preghiera.

Vivere quest’attimo di contemplazione in questo angolo di Arabia situato dall’altra parte del mondo è stato davvero uno dei momenti che difficilmente dimenticherò.




Chinatown:


lei è la regina indiscussa di nome di fatto tra i posti da vedere ogni qual volta si visitano le maggiori metropoli del mondo. Per me trovarmi qui vuol dire dare fede ad una delle mie più piacevoli abitudini personali.

Oltre alle varie somiglianze e quasi scontati pregi notati rispetto alle tante altre Chinatown vissute in precedenza, questa ha saputo raccogliere la mia attenzione in modo diverso.

Le vie comandate dai suoi svariati ristoranti a schiera non erano particolarmente affollate, le strade piacevolmente pulite e vive di profumi di carni allo spiedo e dolci alla soia ne risaltavano la sua particolarità, facendo scorrere cosi dolci e lievi i miei passi che accompagnati dal piacere dei colori mi hanno portato ad alzare lo sguardo e osservare una sfilza di tipici lampioni rossi che hanno aperto la vista al tempio di Buddha Tooth Relic. Una costruzione davvero sublime che oltre non lasciarmi indifferente è riuscita a darmi armonia e un delicato senso di beatitudine, che provo ogni qual volta mi trovo a visitare un tempio.




Inoltre:

se capitate a Chinatonw non dovete perdervi assolutamente il Chinatown complex che si trova a solo una via del Buddha Tooth Relic Temple, e una volta arrivati vi basterà andare al secondo piano di questa costruzione per spalancarvi nel piacere di vivere una serie di street food stellati che offrono decine di specialità diverse, come zuppe con sapori particolari, noodles di ogni genere, dumpling e tanto altro. Ne resterete inebriati davanti a tanta bontà e il vostro palato potrà solo gioire.





Marina bay - Bay front.

E cosi nel raggio completo del mio sguardo che da un lato offriva le bellezze di Chinatown, dall’altro mi apriva alla via del lusso e della Singapore che si espone nei suoi lati più luccicanti. Davanti a grattacieli illuminati e negozi che espongono le più grandi firme si apre una passerella che spalanca la vista all’immagine che diventa regina, disegnando secondo le riprese dei vostri sguardi quella che sarà la vostra cartolina preferita su Singapore.

Venirci al tramonto consumando un drink nei vari bar e vivendo il suono della musica live dei suoi locali allo scoccare dell’ora blu dovrà diventare uno dei vostri primi impegni non appena giunti qui.

Ma se invece farete tardi per il tramonto non preoccupatevi perché dalle 20,00 alle 21,00 potrete assistere allo spettacolo delle luci e dei giochi d’acqua proprio difronte alla passeggiata al Bay front. È uno spettacolo assolutamente emozionante che non dovrete assolutamente perdere. Venire a Singapore vorrà dire assistere a questo evento.



Sicurezza - pulizia - rispetto - precisione.

Questi gli aspetti distinti di una città che sa come differenziarsi nei suoi molteplici pregi che la incoronano come la città che connette il mondo intero e che tra tutte le sue peculiarità non è seconda a nessuno.

È stato magico viverla.

La potenza di Singapore credo sia proprio quella di farti sentire come il principe di un regno protetto, che possiede un argento che non compra oggetti, ma sensazioni, che fanno vibrare il cuore di una luce che distingue riflessi di “amore”.


Singapore è un affondo in una magia da vivere, magari immaginando voi che scendente da una carrozza e vi accomodate davanti alla porta del sapore, anzi dei sapori che dovrete scegliere, come i vestiti da indossare, come gli umori e le energie che aumenteranno davanti a tanto incanto che trasformerà il vostro viaggio in un dipinto che non dimenticherete mai più.


Grazie Singapore.


Claudio Longo - Agosto 2019





" Ciao viaggiatore.

Io sono Claudio Longo. Mi muovo da 5 anni senza sosta attraverso i continenti alla ricerca dello spiraglio per sentire voglia di esplorare e migliorarmi.

Dal cammino di Santiago all'Australia, passando per il Giappone alla Norvegia. Dall'America ancora una volta in Oceania per ascoltare i miei sogni e dargli un senso. " La vita va vissuta per intero come una grande avventura. Non credi?

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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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