Le 7 regole del viaggiatore solitario


Ho voglia di metterci il cuore, specchiare le parole come verità e dire semplicemente quello che penso. Domande accumulate, notti spese pensando alle risposte acquisite, gli errori della gente che col passare del tempo si sono trasformati in oro per me, regalando un aspetto più ottimistico alla medaglia che andava vista dalla sua facciata differente.





È un pomeriggio…

che aveva tutt’altri programmi, e dopo aver speso diverse ore raccogliendo informazioni sul mio prossimo viaggio che sarà ambientato ai piedi della catena montuosa più grande al mondo, ho deciso di chiudere tutto per un attimo e uscire per andare a correre voglioso cosi di dare apertura alle mie riflessioni. Quindi dopo aver svestito il mio aspetto da sognatore, ho preso dallo scaffale quello del motivatore, e carico come non mai, mi stavo avviando per andare a correre, sino a quando un forte acquazzone ha bloccato col fiato in gola i miei passi sulla porta, facendomi fare marcia indietro e ritornare cosi in stanza per dare spazio ad un articolo a cui stavo pensando da giorni.

Perciò…

mentre alle mie spalle batte incessante una pioggia cristallina su di una notte che sta calando e Miles Davis col suo stile avvolgente crea lustro e delicata armonia alla stanza, torno a concentrarmi sull’unica vera ragione di respiro ed esistenza, dandone significato e modalità di condivisione estrema ai fini di un coinvolgimento generale: Il viaggio

7 regole…

timbrate secondo il mio modo di muovermi nel mondo, da osservare come consigli che una volta letti sarai libero di sposare, giudicare, condividere, oppure rivisitare a modo tuo. (cosa che mi auguro di più.)

Cominciamo la trasformazione.

  • 1 Al bando una volta per tutte il “timore”.

Please Please Please folks. Occupiamoci dell’aspetto più importante.

Vincere questo ostacolo è il primo vero grande obiettivo da superare per assicurarsi il giusto slancio e dare seria indipendenza al nostro modo di fare.


Come si combatte il timore? Semplice, non ascoltandolo.

Come si combatte il timore? Semplice, deridendolo per la sua inutilità.

Come si combatte il timore? Voltandogli le spalle e comprando il tuo biglietto a prescindere. Ok?


Se non ti è chiaro rileggi la domanda ad alta voce e convinciti di essere più forte.


  • 2 Dai luce ai tuoi pensieri.

E se dico luce, voglio che tu vada seriamente alla ricerca di quella riflessione che possiedi soltanto tu. Cerca il tuo estro, scopri la tua arte nascosta, spolvera quei pensieri sepolti nei diari della tua memoria e comincia a dargli più importanza. Se quello che avrai ripescato avrà passato la trafila dei tuoi criteri di importanza e continuerà a suscitare in te quel sintomo di curiosità allora sarai sulla strada giusta.

Un viaggio in solitaria sarà in grado di ampliare una circostanza che magari in futuro potrebbe diventare una priorità, che a sua volta potrebbe trasformarsi in una sana opportunità che condizionerà in positivo i tuoi giorni.


  • 3 “ Cerca la tua parola."

“ Affonda la lama del tuo istinto dentro questo impegno che inevitabilmente darà lustro alla tua persona. “


Scoprirsi, cominciando ad incuriosirsi dinanzi alla vista di un paesaggio, scatenerà la vista di un altro paesaggio che si dimostrerà più lontano, selvaggio e unico per la tua vista mai appagata dell’essersi spinta più in là.

Reinventati e disegna una degna alternativa del tuo aspetto che ti vorrà egoisticamente più innamorato di te stesso per quello che avrai raggiunto: per la parola che il tuo sorriso avrà trovato.


  • 4 Tocca le sponde del tuo essere imprevedibile.

Conosciti, esplora, sorprenditi, fai cose che non hai mai fatto prima e cazzo, datti lode per questo, perché tutto quello che di buono sarà uscito, sarà soltanto grazie a te che avrai avuto la volontà di perseguire.

Tocca accordi di una chitarra che mai avresti osato, canta in spiaggia ad alta voce, comunica agli altri pensieri pazzi che chiedono una voce folle e incita con calore i balli di antiche tribù dimenticate e poi continua ad osare. Osa, osa, e osa ancora fino a quando … tu saprai fino a quando!


  • 5 Non farti condizionare dagli altri.

Chi parla non lanciando messaggi positivi e di spunto propositivo, lo fa per demotivarti.

A volte può capitare che qualcuno lo faccia senza cattiva fede, sia chiaro, come per esempio mia madre e alcuni miei amici di vecchia data che a volte condannati da pensieri piantati come ragnatele, esprimono sensazioni distruttive per gli altri, veicolando sul povero ascoltatore il loro antico punto di vista.

Fatti un favore. Che sia tua madre, tuo cugino, il salumiere o chi sarà per te; se in tutto quello che dicono c’è ombra di negatività che nulla può insegnarti voltagli le spalle.


“ Ho deciso di scoprire cose non so, e non di lamentarmi per quello che non ho. “


  • 6 Butta giù le tue comodità e segui solo te stesso…

Ci mancherebbe che le abitudini per un essere umano siano belle, a volte rilassanti e anche calorose sotto alcuni aspetti, se si pensi a quanto sia comodo il divano nel salotto e la schedina il sabato pomeriggio.

Però caro amico, non devono essere loro a parlare al posto nostro. Metterle in gioco è necessario ai fini del rispetto della tua intelligenza, che affamata di sapienza, te ne chiede solo altra per essere ampliata e lucidata come un gioiello prezioso.


Col passare del tuo tempo rivoluzionario sarai una persona nuova, che con ironiche visioni non si ricorderà neanche più di quella vecchia.


  • 7 Premia i tuoi risultati e ampliali nel tempo.

Una delle cose che tutt’ora mi emozionano di più al rientro da un viaggio e il manto di energia da cui vengo coperto quando scendo da un aereo al ritorno.

Non so voi, io vorrei esplodere, abbracciare tutti, urlare ad un mondo che sembra fermo, mentre saltano fuori come schizzi di bollente lava tutte le mie emozioni, per tutto quello che di magico ho visto e quanto in prospettiva vorrò sempre di più dalla vita incitata dal desiderio.


Manifesto intenzionale.

Viaggia da solo per migliorarti.






Questo deve essere il sostanziale input che dovrà segnare una volta per tutte il nostro modo di muoverci e creare allo stesso tempo una condivisione di massa verso chi vorrebbe partire ma è bloccato da qualcosa.


Tutto sembra un po’ come il discorso iniziale della regola 1 sul timore. Se tu pensi al timore, alla fine sarà sempre e solo lui a prendere campo nei tuoi spazi riflessivi togliendogli positività e condizionando le scelte.


Al contrario se tu imposti sullo stesso binario di percezione, il viaggio e la vita, unendoli in un unico percorso di crescita tutto improvvisamente cambierà forma.

Se tu imposterai il viaggio come ferma ed unica volontà di cambiare quello che non ti sta bene di te avrai già vinto anzitempo la tua partita.


Muoversi in solitaria vuol dire dare espansione reale al tuo modo di esporti alla vita. Nutrire di fame esistenziale i tuoi riflessi artistici e comunicarli agli altri con la voglia di influenzarli positivamente a seguire quelle idee vincenti.

Muoversi in solitaria vuol dire tatuare con indipendenza il valore del tuo tempo che non ammetterà più perdite e ti indicherà la posizione che dovrai ricoprire nel mondo con cinismo e dovere.

Essere sovrani delle proprie idee sarà un affondo nel sorriso, nel nome che porti, nel coraggio che avrai incoronato e nel percorso che da solo avrai completato.


“ Viaggiare vuol dire migliorarsi e non tornare mai più indietro uguali a prima. “




Claudio Longo

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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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