• Claudio Longo

Me ne vado nel Western Australia " 1° tempo di viaggio. "

Aggiornato il: 9 giu 2019

L’idea di spingersi cosi lontano per cambiare vita, dove non avrei mai osato andare, in un contatto interno che ha impugnato con decisione le mie idee da fuggitivo.




Tutto comincia dal viaggio a Bali dell’anno precedente

quando una volta arrivato all’aeroporto di Denpasar, rimasi per circa mezz’ora incantato dal tabellone delle partenze quando cominciai a voli in partenza per Melbourne e Sydney.




Era il tempo del tutto lontano ed affascinante...

Il tempo dove combattevo costantemente, domandomi con un’apprensione quasi esagerata quale sarebbe stata la mia tappa successiva, e allora mi parlavo, parlavo e parlavo ancora, senza mai trovare quella scossa decisiva per pretendere un vero cambiamento.

E sapete perché questo accadeva? La mia mente era schiava dal voltarsi sempre indietro.



Volevo di più … Ma non avevo il coraggio

E mentre sulla lunga spiaggia di Seminyak, tutti festeggiavano il capodanno, io, ubriaco di nuove parole fatte di lunghe lezioni degne del miglior professore che parla ad un alunno disattento, proseguivo, alla ricerca di onde di personalità, continuando ad incitarmi con la speranza di sorprendermi, alla ricerca di onde di personalità e bevendo birra locale per incrementare il mio coraggio e dar vigore ai miei discorsi che avevano sete di esser messi in pratica più che puntualizzati con una testardaggine del chi “ predica bene e razzola male. “

Trascorsi il mio mese in Indonesia...

pensando spesso alla terra dei canguri e alla sua misera distanza di soltanto quattro ore, e mentre osservavo la cartina e mi convincevo che ero finito cosi in giù, dall’altra parte dell’emisfero, nelle poche giornate di autostima avevo quasi stanziato il compromesso per acquistare quel benedetto visto.

Ma non appena la mia mente riaffiorava, essa, cadeva nella sua solita situazione fatta di un pauroso realismo, che decretava che anche oggi, l’inconcludente motivatore, aveva perso il suo match ai danni del timore, che stanco di collezionare carrellate di trofei alzava il suo braccio e correva sotto la curva per ringraziare i suoi tifosi venuti numerosi sino in Indonesia.


“ Ma il mio inglese sarà accettabile? E i soldi basteranno? Ma dove vado senza assicurazione? Ho paura degli squali, di una terra cosi grande, dei miei limiti che non so affrontare e di tutta una stupidità che dovrei bruciare come la carta di una sigaretta. “


Perciò, lasciai l’Asia

dopo aver raccolto la mia scontata “sconfitta“ per non essere stato capace di lanciarmi nel vuoto imprevedibile, e dopo una seconda parte di viaggi trascorsa tra Islanda, Irlanda e Inghilterra, decisi per l’estate successiva di tornare in Andalusia, per vivere lì la mia seconda stagione consecutiva.

Ma qualcuno non chiude una porta senza mai aprire un portone, giusto?

Forse dovremmo solo realizzare che certe cose a volte sono solo più grandi di noi, al cospetto di una mente pigra che vorrebbe tutto e subito senza muovere un dito, e ancora ricordarci, che quelle stesse cose, se non capaci di essere raggiunte in solitaria, a volte meriterebbero il supporto di qualcun altro per essere appoggiate, stimolate e caricate con la giusta dose di energia.


In conclusione ragazzi, dopo quella situazione che aveva imbalsamato mente e passi, mi resi conto avevo solo bisogno di un compagno di viaggio…






Parlare di Giacomo in due righe non è facile...

perché lui è il viaggiatore eletto per eccellenza, che vive la sua vita col timbrato cinismo di una persona che quando si mette in testa una cosa, statene certi che la raggiungerà a tutti i costi, rispetto a me, che essendo figlio del mio nome, che deriva dalla parola “ claudicante “ a volte mi diverto a lasciare la mia mente al pascolo, dimostrando di vagare attorno al desiderio, cullandolo di buoni presentimenti, sbeffeggiandolo di vaghe aspettative, ma senza avere mai quella potente freddezza per centrarlo.



E allora...

in quel momento per me decisamente incerto, ma dolcemente ammaliato dalle sue forte motivazioni fatte di voglia di surf, sole e oceano, i nostri contatti cominciarono a rendersi sempre più costanti e, mentre i minuti scorrevano imperterriti come stelle cadenti, quelle notti si consumavano con battiti di cuore che tornavano ad avvicinare i miei passi al burrone che durante il mio viaggio in Indonesia non ero stato capace di saltare.



Ancora pochi momenti soltanto...

per vedere il sole spuntare in un calda alba spagnola venerata dai gabbiani che danzavano padroneggiando il cielo, per far giungere quell’accordo che chiuse i miei occhi accecati dai suoi lucenti raggi che cominciarono ad immaginare i fieri passi su uno sconfinato deserto rosso, oppure, nel frizzante quadro di una spiaggia chilometrica, mentre, felice di esistere mi inchino alla mia ombra sognatrice che si distingue nel riflesso di una riva acquamarina.


Quando li riaprii Io, Giacomo e Giorgio stavamo camminando increduli e stupefatti sul fresco e profumato pavimento dell’aeroporto di Gold Coast.

“ Australia “





La verità dopo solo 7 giorni.

Pammm, uno schiaffone in faccia con tutto il dolore della realtà, diceva che nonostante camminassi in lungo in largo alla ricerca di qualcosa di armonioso, facevo terribilmente fatica a ritrovarmi in un luogo dall’aspetto mascherato e commerciale, di cui non traspirava positività, procedendo, a stretto contatto con le mie prese di posizione troppo frettolose e dipinte da uno stile troppo egocentrico ed irremovibile.


La decisione il giorno dopo…

mi vide salutare Surfers Paradise con un aspetto prematuro e ringraziare i miei due amici per avermi dato il coraggio per avermi fatto fare quel salto che spaventava.

Però, adesso che avevo scavalcato ciò, potetti finalmente tornare a camminare sulle mie "certezze" cibando l'intenzione di poter giocare la mia partita in una destinazione inedita come il Western Australia.






La musica diversa…

seguiva i rintocchi della mia anima e, una volta arrivato a Perth cominciai a sentire un vento caldo proveniente dall’oceano Indiano che seppur lontano dal mio sguardo perso, mi stava chiamando per dirmi di abbracciarlo e non lasciarlo mai più.



Come stavo!!!

In piena competizione con me stesso mentre cominciavo a prendere confidenza con un luogo che mi stravolgeva lontano ai suoi orizzonti e iniziava lentamente a sussurrarmi che avrebbe cambiato il mio stile di vita, messo in discussione i miei vizi, concesso nuovi colori alla mia tavolozza degna sempre di uno spazio vuoto, donato nuove abitudini e chissà cos’altro.

Un mondo lento…

Anche se io correvo come un dannato con la mia bicicletta dalla catena lenta alle 4,45 del mattino, sotto un freddo padrone della notte, ascoltando “ Sarà migliore “ di Vasco Rossi su quel tragitto che mi portava a lavoro.

Diciamo che dopo aver raggiunto il compromesso di aver fatto il “salto down under “ adesso volevo seriamente valorizzare le mie idee e collegare loro quella linfa di coraggio che meritavano per essere attuate.


E mentre nell’ultima strofa lui urlava con più convinzione “ sarààà miglioreee “ e partiva la tromba, realizzavo nelle mie emozioni di voler vivere con passione ogni minuto della mia vita.



Oltre il desiderio raggiunto…

sentivo, che finalmente a distanza di mesi, quel Claudio rimasto bloccato dalle sue idee in Indonesia, adesso, profondo del passo compiuto si sentiva più maturo e voglioso di spingersi verso confini mai immaginati prima.

In luoghi che mai avrei pensato di vivere:


Fremantle

Un tuffo negli anni 70’ in un posto dai classici caratteri vivi di un’influenza anglosassone che puoi respirare fra le sue strade col suo aspetto semplice e vintage e, alla sua residua vicinanza da un mare caraibico, ti portano a casa verso immense vie alberate di eucalipto popolate dalla presenza di uccelli tropicali, donandoti un motivo in più per sentirti fiero di vivere un’Australia veracemente selvaggia.


Viverci per quattro mesi è stato come abbandonarsi ad una lunga passeggiata verso una morbida scogliera illuminata.





Rottnest Island

C’è sempre qualcosa di magico quando da un giorno all’altro di trovi su un’isola di tale bellezza.

I miei sogni ricollegavano i profumi alla mia infanzia, quando ansioso di toccare la sabbia bollente ero raccolto da un mediterraneo che spalancava ventate di origano e menta, dipinte da un panorama cristallino che è soltanto capace di inebriare dei pensieri che scrivono senza sosta il racconto della favola più dolce.

Un affondo totale nella sua natura con il suo lago rosa popolato da eleganti cigni, le sue vedute collinari da possedere in ogni respiro sino alla vista del faro, quei simpatici Quokka che somigliano a dei grossi criceti giocosi affamati di noccioline, e ancora le tue emozioni… quelle che ti auguro di possedere quando vivrai questo incanto di

sovrana di serenità.






Broome

Sentirsi catapultati in un posto lontano, ma cosi lontano da cancellare la percezione di tutto di ciò che hai attorno, ossia il nulla…

Null’altro c’è a parte una vastità desertica attorno ad una terra che ti fa sentire semplicemente perso nelle tue riflessioni che ti daranno un timbro centrato sul perché hai scelto di viaggiare.

Le sue poderose rocce rosse valgono il prezzo della dispersione, il contatto con la vita aborigena rende verità sul perché vivono una vita stentata ed emarginata e, le sue vedute oceaniche spendono luci e colori che probabilmente non rivedrai mai più nella tua vita e, che garantiranno un silenzio che ispireranno in te sussulti che solo la vastità di un luogo cosi diversamente assurdo potrà darti.




Proseguiva disperso il mio viaggio….

Di 2000 km in pullman da Broome a Darwin che chiudeva cosi i miei primi 6 mesi australiani.

L’affondo col mio amico tempo che rincorrevo attraverso il finestrino che allungava le mie visioni di sentirmi felicemente solo, lontano e vagante alla ricerca di profumi che tremavano il mio stomaco di sobbalzi per scrivere un nuovo verso, cercando linee distanti per sentirsi cambiati e trascinati da sguardi che segnavano un vento che scorre sincero sul sorriso vagabondo.




Western Australia - Estate 2017

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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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