• Claudio Longo

Ribellarsi, sognare e vivere - La storia di Valerio Petroni - DreamerWild

È vivo lo sguardo di Valerio. Un ragazzo che attraverso i suoi viaggi on the road tra America e Africa accarezza il sapore di una nuova vita. Una vita che vuole urla fuori dal coro e che dalla rabbia dei suoi occhi lasciano trasparire un forte senso di rivalsa.

Conosciamo meglio questo ragazzo che nel durante delle sue esperienze ha scritto anche un libro ispirato alla sua vita legato alle sue conquiste.





Valerio, allora, rompiamo il ghiaccio. Dicci subito cosa ti stava stretto della tua vecchia vita e qual è stato il momento in cui hai rotto quel muro di vergogna prima di comprare il tuo primo biglietto.

Quello che mi stava stretto nella mia vecchia vita era la consapevolezza che non stavo vivendo, mi sono portato per anni il peso di un sistema che tiene prudenti le persone, facendole lavorare per esigenza e non per passione, guardavo spesso i telegiornali e non credevo minimamente che tutta l'umanità fosse come la descrivevano i giornalisti, violenta, come se avesse perso ogni valore umano e spirituale. Andavo molto spesso in contrasto con la mia famiglia e con i miei amici, perché vedevo la vita in maniera totalmente diversa rispetto alla loro radicalizzazione ad un sistema che non gli permetteva minimamente di evolversi e fare esperienze di vita.

Da quelle catene me ne sono liberato grazie ad una benedizione "attacco di panico" che mi ha così spaventato da mettermi nella condizione di farmi un'unica domanda: "Sei felice Valerio?"

In quel momento mi sono reso conto, che quell'attacco di panico, era un messaggio della mia anima per dirmi che dovevo fare qualcosa per cambiare la mia vita. A quel punto da quel buio o visto la luce, il mio potere e soprattutto quell'amore per me stesso che avevo dimenticato, così dopo diverse settimane prenotai un viaggio verso la California che mi fece capire che il viaggio era la giusta terapia per me.

Portaci un po’ a spasso con i tuoi pensieri e i paesaggi vissuti. C’ è un momento, una fase o un luogo in cui hai sorriso a te stesso e ti sei sentito finalmente limpido e libero?

Ce ne sono tanti di momenti indimenticabili, ma vorrei raccontare quella volta in Guatemala nel lago di Atitlan, uno dei posti più magici e pieni di energia che ho vissuto. Mi sono completamente innamorato di quel posto, ad osservare tutta quella la natura incontaminata intorno a me, mi sono sentito vivo, dove lo scorrere lento dell’acqua del lago accarezzava dolcemente il mio cuore e lo faceva battere in armonia con tutto ciò che avevo intorno e soprattutto dentro di me. Il fumo che usciva dai tre vulcani che circondavano il lago, la semplicità e i sorrisi della gente di quel luogo erano magici. I loro sorrisi erano uno specchio di come mi sentivo felice dentro di me. Mi sono innamorato delle donne con i vestiti della tradizione maya, tutti colorati e distinti tra loro, nei tratti di un piccolo posto capace di illuminare di amore il mio cuore.


Hai trasformato la tua storia in un libro e questa cosa è strepitosa. Qual è stato il bisogno più grande che hai maturato quando hai deciso di metterti a scrivere?

La decisione del libro è stata presa con una consapevolezza di poter aiutare qualcuno a realizzare i propri sogni. Di quanto una società ti faccia credere che esiste una sola direzione, quando invece ci sono alternative e strade secondarie, e quando si ha il coraggio di percorrerle, vedi realizzare veramente la magia nella tua vita.


Ho scritto questo libro non solo per parlare delle mie esperienze di viaggio, ma per poter lasciare un messaggio di amore e speranza a chi lo leggerà. Perché l’amore guarisce ogni cosa e iniziare ad amare se stessi è il passo fondamentale per poter costruire insieme un nuovo mondo. E come ho creduto in me e nel mio potere, credo nel potere e nell’amore di tutti.





A distanza di questo tempo vissuto, quanto ti ritieni cambiato, evoluto, diverso rispetto a prima?

Più che cambiato, credo che il coraggio sia stata la carta importante per ricordarmi chi sono.

Il viaggio sicuramente è stata una chiave fondamentale della mia vita che mi ha consentito di evolvermi, fare esperienza e capire che i fallimenti sono importanti. Perché non è importante quante volte cadi, ma è importante quante volte sei disposto ad alzarti e riprendere il tuo cammino. Ho imparato che la ricerca è importante, sia esteriore che interiore, perché chi smette di cercare, smette di evolversi.


E il viaggio mi ha consentito di mantenere un forte contatto interiore nella mia vita così da vivere in perfetto equilibrio con quello che mi circonda.





C’è una popolazione su tutte che ricordi con più piacere e che in un modo o in un altro ti ha trasmesso qualcosa di importante?

Si, in Africa, in Namibia, per la precisione una tribù quella “Himba” che si trova al confine con l’Angola. Ho dormito una notte in un loro villaggio e l’emozione è stata indescrivibile; sembrava come se fossi tornato indietro nel tempo - scoprire che ci sono nuove realtà, ti fa comprendere dove l’amore e la felicità sta nelle piccole cose. Loro vivono dentro a delle capanne create con legno, sterco di animale e ricoperta da terra mista. Sono molto legati alla loro tradizione, che rifiutano qualsiasi medicina della nostra cultura occidentale. Ho ballato con i bambini e c’è stato un grande scambio di curiosità ed energia reciproca. Io, curioso della conciatura dei capelli delle donne con oggetti di metallo e cuoio e della loro pelle nera che diventava rossa, grazie ad una mistura umida di terra e argilla che preparavano e si passavano su tutto il corpo. Mentre loro e i bambini erano curiosi di una semplice foto scattata insieme che volevano rivedere e si meravigliavano come fossero dentro ad un display.


Questa è pura magia che ho vissuto, contatto diretto con una delle popolazioni più antiche di questa terra.





Qual è la mancanza maggiore che noti nelle persone oggi? Un viaggiatore come te, cosa direbbe ad un ragazzo che non riesce ad avere le idee chiare sui suoi sogni?

Credo che alle persone gli manchi tanta fiducia e tanto amore per se stessi. Siamo troppo distanti l’uno dall’altro e il contatto umano è fondamentale per evolverci. Sono molto legato ai giovani, anche se la vita si può cambiare a qualsiasi età e quando si tratta di sogni, i limiti non stanno nel cuore, ma solo nella mente.


Invito tutti a buttarsi una volta nella vita, almeno provarci, perché dalla mia esperienza e da quello che ho vissuto, ho capito che bisogna andare oltre gli schemi, oltre le false sicurezze e di staccarsi ogni tanto da una zona comfort che ci imprigiona nella banalità e materialità.


Invito tutti a fare esperienze di viaggio, ma non inteso come vacanza, proprio ad andare in un paese e conoscere fino in fondo le radici della loro storia. Fare quel primo passo e accogliere tutto ciò che si manifesta, momenti difficili e momenti belli. E quando quei passi iniziano ad aumentare, lì, conoscerete una parte di voi che avete ignorato o per paura non volevate accoglierla nel cuore.


Scoprirete quanto è meravigliosa la vita e quanto potere di creazione avete.

Se si ascolta il proprio cuore sarete voi il miracolo di voi stessi.


Cosa bolle in pentola per te? C’è una futura destinazione che preme più sulle altre? Hai idee, progetti interessanti che vorrai mettere in atto?

Si, ho tanti progetti e soprattutto viaggi, iniziare prima di tutto con delle presentazioni del mio libro che purtroppo sono state rimandate per il problema Covid. Mi manca sicuramente tornare in cammino, desidero in particolar modo visitare l’Asia e la loro cultura; mi sto avvicinando molto alla meditazione e alla spiritualità e integrandola in viaggio, in luoghi come l’India, la Thailandia e il Nepal, credo che sarà veramente un grande passo per la mia evoluzione.


Poi ho un progetto personale, credo che tutto ciò che stiamo vivendo dalla situazione del Covid e il caos che c è nelle strade, credo siamo arrivati al punto di un grande risveglio e sto comunque contribuendo nel mio piccolo di poter aiutare a cambiare veramente il mondo e costruire un paradiso terrestre, non so, forse ci vorranno anni, ma il mio compito è di donare amore ovunque il cuore mi porti.




*** Non perdetevi su Amazon "Dreamer Wild". Il libro di questo viaggiatore che sente ogni km con i brividi e col cuore, lungo versi di riflessioni che potranno insegnarci tanto.




Se volete interagire con lui, chiedergli curiosità, organizzare presentazioni per il suo libro, lo trovate su IG alla pagina @valeriopetroni



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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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