• Claudio Longo

" Sono troppo vecchio per realizzare i miei sogni. "


Quante volte abbiamo sentito dire da qualcuno che è “ troppo vecchio “ per cominciare a credere in qualcosa.

Il pessimismo che vince sull’anima che silenziosa vorrebbe urlare, con il sapore di una vita che prosegue con l’amara sensazione di chi abbassa lo sguardo verso il sole lo guarda.


È il momento di dire basta a questo atteggiamento!!!





Oggi chiedo cinque minuti di sfogo mentre rifletto che probabilmente questo manifesto sarebbe dovuto essere il primo articolo scritto in questo blog, come sorta di impronta intuitiva prima di leggere tutto il resto.

Dico questo perché credo fermamente in quello che scrivo, e sostengo, che questo argomento che tra le sue domina nell’aria come un inevitabile senso di resa, e sicuramente quello che mi fa incazzare di più, è quando penso a quante vittime può fare un atteggiamento negativo.


Sono stanco di tutta quella gente che lamenta, si sente spenta e non è più in grado di ragionare con la propria testa seguendo una sua logica. Anime che hanno smarrito il loro aspetto propositivo e contagiando gli altri creano un pensiero unico che tramanda sfavore e perplessità.


Mi dovrei pentire…

se penso a quante volte sono stato zitto e ho lasciato che tutto scorresse liscio, secondo l’idea che non portando verità, io abbia lasciato correre un pensiero falso, ipocrita e scorretto.

Già…

perché in quel momento mentre le anime sconfitte si davano ragione a vicenda, assecondandosi con sani calici raccolti dallo stesso vino, stanco di essere bevuto per dire stupidaggini, il ragazzino di turno dall’altra parte della strada appoggiava al muro la bicicletta e ascoltava, assorbiva e forse intuiva nella sua solitudine che quella era l’unica opinione che appariva, mentre io con un aspetto disattento, osservavo le scene con l’aria spenta e sconvolta.

Siamo troppo vecchi ….

Per credere in un sogno,

Per parlare ad alta voce di un desiderio,

Per dipingere un futuro imprevedibile,

Per sentirsi propositivi,

Per combattere la parola routine e ammettere che i nostri timpani siano chiusi davanti all’ascolto di parole nuove, senza voler ammettere che la cara vecchia poltrona è troppo comoda per essere lasciata e, che il pensiero di evolversi sia remissivamente scomparso dalla nascita.



" Cullati dal sintomo di proteggersi dalla bugia. "



Mi sarei dovuto ribellare…

a quei quattro creduloni che ridevano in maniera goffa dandosi pacche sulle spalle, mentre il posacenere si riempieva di cazzate e il fumo allietava le loro arie non credibili neanche alle loro orecchie.

Mesi dopo anche i miei amici avevano cominciato a ragionare cosi.

Ero appena rientrato da un viaggio in UK e non potevo crederci mentre ascoltavo quelle parole, che dette solo in modo diverso e anche freddo, siano arrivate a dominare cosi tante menti.

Non volevo sentirmi il “diverso”, ma in realtà lo ero.

Mentre io parlavo di desiderio di fare un altro viaggio, l’altro con la pura infelicità negli occhi rispondeva “ dove vai? Resta qui e fatti una famiglia. “

E quando io sviavo parlando della mia voglia di scrivere un libro, qualcuno guardandomi in maniera stranita si voltava e andava via con un atteggiamento di resa, di mancanza di provarci, e di assenza di quella sana leggerezza che ti permette di buttarti in qualcosa di nuovo.

Perché spaventa cosi tanto alzare lo sguardo?

Perché fa cosi tanto paura mettersi in gioco? Alzo le mani incredulo e chiedo aiuto a voi.

Insomma siamo abitanti di una pianeta che non ci vedrà immortali e perennemente presenti qui.

Abbiamo il privilegio di vivere questo viaggio come una meravigliosa opportunità per creare, sperimentare e cambiare immagine tutte le volte che vogliamo.

È cosi utopica la mia visione vogliosa di movimento ed avventura?

Non mi importa.

Lo scopo per cui ho aperto il blog è condividere con voi quello che ho appreso in questi 5 anni di viaggio, lanciare i miei sfoghi come parole in un uragano non sazio di piacere e trovare nuova ispirazione mentre scrivo dei nostri biSOGNI, anche quelli che silenziosi fai fatica a tirare fuori.

Voglio urlare con la mia rivoluzione romantica che …

non è vero che è troppo tardi.


Non sarà mai troppo tardi fino a quando le nostre menti ci sussurreranno di dipingere la nostra parete colma di spazi vuoti. Un impeto che farà battere il nostro cuore che sentirà sana competizione, voglia di condivisione e lotta, verso uno sguardo per “sempre” giovane.

Si dice che i cavalli vincenti si vedono alla partenza, però è anche vero che tutti noi dovremmo perlomeno darci il privilegio di partecipare alla corsa e combattere la nostra gara.

Perché mai dovresti metterti le manette da solo in questa società cosi pazza, contraddittoria e contemporanea.


Vaffanculo e vivi!

Se hai un sogno cullalo, proteggilo e difendilo con la rabbia di un nomade che non ha niente da perdere tranne che il suo pezzo di pane che sta diventando secco.

Non abbandonarti.

Io non ce l’ho con te, ma col tuo atteggiamento che ha tirato i remi in barca troppo presto. Perché tu che adesso non credi più, sei diventato figlio di quei quattro ciarlatani che parlavano a vanvera per saziare la loro vita irrisolta e sono arrivati a tatuare anche te, i tuoi mobili pensieri e il lago che ha preso il largo lasciandoti secco nel tuo agosto incerto.

Il limite dei 30 anni… è solo una cazzata per dare inutili conferme a queste prese di posizione fasulle.

A 30 anni sei vecchio.

A 30 anni dovresti avere figli e casa.

A 30 anni sei in tempo per avere il tuo mutuo di altri 30.

A 30 anni dovresti timbrare il tuo ritardo verso il debito che possiedi.

A 30 anni devi firmare la tua tomba verso il declino e morire in una lamentela quotidiana.

A 30 anni ricorderai nel rimpianto la tua vita con il fisico bello e le azioni dei 20, quasi come stessi parlando di un’altra persona.


Fammi un piacere.

Chiudi questo articolo inutile, irrequieto e nero di un giudizio che non vorrebbe dipingere una triste realtà manifestata e RIBELLATI.


Credi che puoi cominciare a credere, e poi ancora farcela nella tua guerra che vuole solo un nuovo capitano che prenda le redini di una voce più dura e robusta.

Fai come me… Illuditi, credi e illuditi che i sogni non restino tali,

ma soltanto parole di un ubriaco di pensieri, che vaga disperso tra i lampioni, mentre chiede ad una calda notte un motivo in più per capire come realizzarli.



Ti risveglierai con un sguardo diverso.

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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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