Uno scacco di libertà selvaggia - Alessandro Scacchetti

Oggi la nostra voglia di libertà sognatrice incrocia i passi di Alessandro. Un ragazzo che attraverso molteplici viaggi tra isole selvagge, luoghi caldi e tanta Asia, ha orientato la sua bussola verso solo la parola viaggio, ed oggi passando da queste parti l'ho incrociato per un bellissimo confronto.






Allora Ale. Com'è nato il rapporto con il viaggio? Qual è stato il momento in cui hai sentito voglia di percepire maggiore libertà?


Ciao Claudio, innanzitutto grazie per il tuo forte interesse verso la mia esperienza.

Fin da piccolo sono sempre stato attratto dai popoli e dalle loro tradizioni, pensa che sognavo di diventare archeologo mentre invece ora lo è diventato mio fratello. Interessi che mi hanno portato a fare il mio primo viaggio fuori dall’Europa in Egitto, per esaudire un mio grande desiderio, vedere le Piramidi e il museo Egizio al Cairo.


Passato qualche anno, ho sentito il bisogno di esplorare terre ancora più lontane. Era Marzo del 2010, finita una relazione due mesi prima, partii per il mio primo viaggio in solitaria, in Jamaica. Perché oltre ai popoli, diciamoci la verità, ero molto attratto anche dai paesi caldi. Più che un viaggio fu una vacanza, ma da quel momento fermarmi diventò impossibile e nel giro di due anni avevo già visitato la Jamaica, Cuba, il Messico e la Repubblica Dominicana. Infatti sono di sangue caraibico.




Ho avuto modo di apprezzare il tuo lungo e profondo viaggio in Asia e in particolar modo le bellissime foto che hai scattato. Qual è il ricordo maggiore che ti porti dietro durante l’esperienza indiana?




Arrivai in India con un aereo dal Laos, uno shock enorme, due realtà completamente diverse, il paese meno caotico in Asia in cui ero stato e il suo opposto.


Il mio primo assaggio di terra indiana iniziò da Calcutta, una metropoli da 15 milioni di abitanti, stavo impazzendo e quasi per odiarla, sarei voluto scappare. Poi giorno dopo giorno mi ambientai sempre di più, a tal punto di arrivare ad amarla alla follia. L’amore per l’India scoppiò ufficialmente a Rishikesh, la patria dello yoga, un paesino tra i monti dell’Himalaya dove il Gange scorre limpidisssimo. Il punto forte di questo paese non sono tanto le bellezze naturali o i luoghi sacri, si c’è il Taj Mahal che è incredibile non lo metto in dubbio, ma la sua vera essenza sono le persone, i momenti vissuti con loro e l’emozioni che ti faranno provare.


Il ricordo più emozionante che porterò per sempre dentro al mio cuore, è quando con altri ragazzi andammo in una Slum a Calcutta, baraccopoli dove vivono milioni di persone in condizioni disumane, rischiando di contrarre malattie ogni giorno. Ma nonostante il loro livello di povertà, ci dimostrarono allo stesso modo l’immenso senso di umanità che riescono a tirare fuori. Offrendoci un pasto, pur sapendo che avrebbe avuto più senso che noi “benestanti” l’avessimo offerto a loro. Quel poco che avevano lo volevano condividere con noi, ma quel poco per me era Tutto. L’ennesima lezione di vita che solo il Viaggio può insegnarti



Parliamo di partenze e carattere dei luoghi. C’è un luogo su tutti che è stato in grado di scuoterti? Di provocarti una energia nuova e far svoltare le tue idee evolvendole?

Più che un luogo preciso sono stati dei paesi, gli ultimi 3 mesi di viaggio in Laos e in India, o ancora meglio forse tutto il percorso che mi ha portato fin li, undici mesi di evoluzione. Perché non mi sento di essere cambiato così tanto, io sono sempre lo stesso, si magari qualche piccolo cambiamento senza nemmeno accorgermene l’ho fatto, ma più che altro mi sento di essere diventato una persona migliore sotto tutti i punti di vista.

L’impulsività mi ha sempre caratterizzato, magari dovuta anche al fatto della vita frenetica che vivevo, ma quando arrivai in Laos sentii proprio il bisogno di rallentare. Un paese dove sembra che il tempo si sia fermato e non può trasmetterti altro che pace e serenità, difficile non farsi contagiare dai suoi ritmi lenti, capaci di farti fermare a meditare, così da poter godere del momento presente e dei suoi incantevoli paesaggi. Qua ho capito ancora di più che la Felicità non sta nell’essere ricco, girovagavo per villaggi sperduti dove bambini giocavano con quel poco che avevano, una ruota, delle biglie, delle infradito, vestiti con magliette e pantaloni ormai a brandelli, scalzi, ma con dei sorrisi che mai avevo visto in Vita mia.


In India arrivavo con già qualche stereotipo messo in testa dalla gente, di quanto fosse sporca e di quanto gli indiani fossero stati pronti a fregarmi. La trovai non poi così più inquinata degli altri paesi del Sud Est Asiatico, invasi dalla plastica; e le persone incontrate furono di una gentilezza e di una genuinità unica. Imparai così a dare meno peso ai pensieri e convinzioni della gente facendomi condizionare il meno possibile.


Invece un giorno a Jaipur, una signora che viveva sotto un ponte, perché in India purtroppo vivono un’infinità di famiglie sotto i ponti, volle condividere con me il suo pranzo, un gesto che mi toccò profondamente, l’importanza della condivisione. E quando vivi situazioni del genere sulla tua pelle non puoi rimanerne indifferente, puoi solo migliorare.


Abbiamo tantissime cose da imparare da queste persone e non smetterò mai di essere grato per quel che ho vissuto.





Ho visto che in questi ultimi anni hai viaggiato tantissimo. In questo lungo tempo di viaggio hai avuto la possibilità di scoprire nuove passioni e farne di questo la tua arte?

Più che scoprire nuove passioni diciamo che il tempo ha confermato ancora di più quelle che già avevo.


La cucina, una passione che porto avanti già da tanti anni, mi è sempre piaciuto inventarmi nuove ricette prendendo spunto dagli abbinamenti e contrasti che si posso creare. Quando cucino mi diverto, sono rilassato e mi fa davvero stare bene. In Portogallo nell’Algarve, ero in una fattoria biologica a lavorare con Workaway, spesso e volentieri cucinavo io per tutti, si complimentavano ogni volta con me, ed io mi sentivo felice e soddisfatto.


Altra passione e interesse che ho da quando ero piccolo è la Natura, infatti come scuola scelsi un istituto agrario. Sono sempre stato incuriosito da specie animali e piante particolari, circondato dalla Natura e lavorare nell'agricoltura mi stimola molto.


La fotografia è una passione che viaggiando ovviamente cresce di più, per ora è più un hobby, vedremo in futuro. Beh, viaggiare è sottinteso, quella a cui sono più legato.

Quali sono i freni principali che denoti in un ragazzo in Italia oggi? Se in questo momento dovessi avere davanti a te una persona timorosa nel viaggiare cosa gli consiglieresti?

Prima di partire per il mio Viaggio in Asia, un mio amico molto più giovane di me, disse la frase più brutta che potessi mai sentire: “la vita è questa, cosa vuoi mai?!”.


Purtroppo come tutti noi, cresciuti con dei falsi miti in una società che ci vuole sempre più l’uno uguale all’altro, tanti giovani si accontentano continuando ad avere un’esistenza infelice senza trovare una via d’uscita. Ci insegnano che per sentirci realizzati bisogna inseguire la carriera, il successo e mettere su famiglia, ma non valori così importanti come la Libertà e la Felicità.


I giovani non devono accontentarsi, devono trovare un lavoro che li appassioni e li faccia sorridere, non solamente perché va di moda o perché li permetta di viaggiare. Se si sentono infelici e non realizzati per quello che fanno, di cambiare vita senza preoccuparsi del giudizio altrui perché altrimenti vivranno con dei rimorsi. I soldi in un’infinità di modi si riusciranno sempre a guadagnare, il tempo no, quello non ritornerà più indietro.


Vivete la vostra Vita appieno senza farvi condizionare da altri fattori o freni che non vi permettano di dare il vostro meglio ed essere completamente voi stessi. Sognate, mettetevi in gioco, osate, ponetevi degli obiettivi e reinventatevi ogni qualvolta ne sentirete il bisogno. Se il vostro sogno nel cassetto è di prendere un biglietto aereo solo andata, fatelo e non ve ne pentirete.

Qual è la destinazione che ora freme nel cassetto? Il luogo dove speri di poter perseguire nuova magia e ispirazione?


Come penso a moltissimi viaggiatori e anime ribelle il film “Into The Wild” abbia suscitato forti emozioni, trasmesso sani valori e punti di domanda sulle nostre vite, una grande fonte d’ispirazione per me. Dopo averlo visto, maturai un attrazione verso quelle terre selvagge, inospitali ma contraddistinte da una Natura incontaminata e lussureggiante. Per uno che ama la Natura non può essere altro che il Paradiso, l’Alaska. La sogno già da qualche anno e sento un potente richiamo per quei luoghi impervi, terre in cui Christopher McCandless ha vissuto la sua intensa trasformazione e dove la maggioranza di Nativi Americani si è stabilita, mi auguro di poter incontrare così anche queste tribù. Poi dopo essere riuscito ad arrivare in Alaska mica potrei tornare indietro subito, da lì proseguirei a Sud fino ad arrivare alla Terra del Fuoco.


Un’altra destinazione che sognavo ma purtroppo ho dovuto accantonare causa Covid19 mentre ero in India è il Nepal. Avrei dovuto vivere lì il mio ultimo mese di Viaggio in Asia, però con l’aggravarsi della situazione chiusero i confini terrestri e aerei, quindi dovetti rinunciare, ma sono sicuro che fra non molto sarò la, a scalare l’Himalaya.

Verso cosa spinge il tuo futuro? Qual è il sogno tra i tanti che ti auguri di realizzare un giorno?


Non ho grosse aspettative per il futuro, se c’è una cosa che ho imparato in questi ultimi anni è che bisogna averne il meno possibile per poi non rimanere delusi e doversi ricredere.


Vivere alla giornata senza preoccuparsi così tanto del futuro, quel che verrà verrà, organizzarlo troppo nei minimi dettagli penso non sia così benefico. Certo avere dei progetti ben pensati aiuta molto ma si sa che gli imprevisti succedono e quanto sia bello e stimolante improvvisare.


Ho tantissime idee che mi frullano per la testa riguardo le mie passioni che vorrei riuscire a realizzare un giorno non troppo lontano, quello per me sarebbe già un grosso traguardo. Trasformarle in qualcosa di concreto e piacevole da svolgere. L’unica certezza che ho sul futuro è che continuerò a viaggiare, quello lo so per certo, magari proprio grazie alle mie passioni. Un desiderio che spero si possa trasformare in realtà.


Bisogna sognare sempre in grande ma non mi sento di avere sogni così straordinari, sogni che dovrebbero essere la normalità per tutti. Essere felice del lavoro che faccio, non farlo solo per guadagnare denaro e fare arrivare sera, ed essere libero da qualsiasi condizionamento che mi impedisca di essere come vorrei, non chiedo molto, Felicità e Libertà.


Poi una volta raggiunte, potrei fermarmi anche in qualche posto nel Mondo, non lo escludo, amo le isole e ci sono luoghi a cui sono molto legato, perché no?! Quando trovi la tua dimensione e provi determinate sensazioni mentre sei lì, basta volerlo con tutto te stesso per far si che questi posti tu possa iniziare a chiamarli casa.











Sei pronto per vivere un nuovo viaggio ad Oriente?


Sono andato in Nepal per capire i miei limiti, per conoscerli e superarli lungo il desiderio di incontrare la mia evoluzione.


Oggi esce "Rotta verso il Nepal" Un diario di viaggio distinto tra passi, ritratti e poesia.


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Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

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