• Claudio Longo

Xin Chào my Vietnam

2000 km fatti da sud verso nord, vissuti tra treni e autobus, tra strade sterrate e borgate dimenticate, con la frenesia di andare, senza perdersi ogni respiro di questa terra meravigliosa.


Night market - "Hoi an"



Era questo il primo obiettivo che legava al cuore l’intenzione di non volersi perdere niente. Dare valore a questo viaggio che non doveva essere disperso in tratti di banalità, e al contrario essere assorbito in tutti suoi dettagli segreti.

Perciò, per cogliere questo viaggio nei suoi significati più genuini ho deciso di gestire le mie due settimane a disposizione attraversandolo in treno.






Sono una persona che a cui non piace organizzare i viaggi fino in fondo. Non adoro svelarmi in anticipo le tappe, anche se il tempo è poco, cosi come non mi piace sapere dove dormirò o in quale quartiere andrò a stare.


Destinazioni fa rima con Sensazioni”, e questa destinazione in particolare mi chiedeva a gran voce di essere il più sciolto possibile per abbandonarmi all’imprevedibile.

Quindi alla fine delle mie affrettate e superficiali valutazioni mi sono detto:

“ Ma si, chi se ne frega. Quando arriverò a Saigon deciderò il da farsi. “


E allora prima di abbandonarci ad una carrellata di fotografie correlate ai luoghi vissuti, ricominciamo dal luogo dove i battiti di questa partenza hanno cominciato a pulsare in tutta la sua franchezza più leale: la stazione.


Stazione di Sai Gon.

Forse i miei occhi erano ancora assonnati e stanchi dalla sera prima, che viva di un folle caos, mi avevano portato a perdermi nelle vie più disparate della città, vivendo nei suoi lati più profondi il costume notturno di Sai Gon.

Forse era colpa del mio pulsante mal di testa, per via degli eccessi di voce ascoltate e del traffico massiccio. Non saprei dirlo! Ma quella stazione con una sala d’aspetto che sembrava essere uscita da un film anni ’30, con una piccola bancarella di dolciumi gestita dal commesso addormentato su una sedia, e alcuni passeggeri che osservavano con occhi disinteressati un piccolo schermo che passava strane pubblicità, mi trasmetteva sensazioni particolari.

Il rumore delle ruote della valigia scandivano un suono strano su quel pavimento a tratto dissestato e lungo il mio sguardo sorpreso dal quel singolare clima, vedevano i miei passi sempre più vicini al controllore che mi aspettava al ciglio dello gradino del treno, che di lì a poco avrebbe dato il via ufficiale alla mia invocata partenza.




Calarsi subito nella parte.

I treni in Vietnam offrono tre tipologie di sistemazione; le prime sono cuccette, che divise in due categorie differenti offrono scompartimenti da 4 e da 6 letti. Questa modalità è adatta sicuramente ai viaggi in notturna e di lunga durata.

Poi si passa ai vagoni normali dove ci sono delle poltrone paragonabili a quelle di un treno regionale in Italia, sino poi ad arrivare nella cosiddetta terza classe, dove trovi delle panche in legno rivestite da un lieve strato di spugna che in condizione al prezzo da pagare, (davvero ridotto) offrono una comodità di rilievo decisamente basso.



Perciò...

al momento dell’acquisto del biglietto, sapevo che avrei passato il mio viaggio seduto da qualche parte, ma non ero ancora cosciente di tutte le varie sistemazioni del treno, quindi dopo aver mostrato il mio tagliando al controllore ed essere salito sul treno, mi sono seduto nel primo posto libero che ho trovato, ovviamente bordo finestrino.

Ed è stato solamente 5 ore dopo, quando mi sono alzato per andare in bagno che ho scoperto che stavo viaggiando in 3.a classe. In tutta la mia sbadataggine non mi ero minimamente reso conto, che appena salito, non avevo controllato il numero del vagone sul biglietto, ma solo quello della poltrona.

Ovviamente, ho concluso tutte le 9 ore di tragitto nello scompartimento di principio, e devo dire che in quello sbadato errore, non si sarebbe potuta verificare situazione migliore.

Trascorrere tutto il mio viaggio a contatto con loro, era l’appiglio che cercavo, vedere i loro modi di fare, assorbirne le loro culture e i gesti, notare la destrezza dei venditori di cibo che salivano a bordo e che avevano solo pochi minuti a disposizione per vedere frutta e parti caldi.


In conclusione l’approccio con quella prima parte di viaggio è stata essenzialmente necessaria per calarmi subito nel taglio di questa esperienza che meritava un inizio cosi reale e vagabondo allo stesso tempo.


Da Saigon ad Hanoi in meno di due settimane.

Non avevo molto tempo a disposizione, considerando il limite del mio permesso per restare in Vietnam di soltanto 15 giorni, ma, in qualche modo me li sono fatti bastare per rendere il mio tempo intenso e magico.


Quindi, riviviamo in un solo respiro tutte le tappe vissute, conoscendole un po’ meglio da vicino nelle sue particolarità.



Saigon:


gigantesca, caotica e trafficata in ogni suo angolo. Questa città ha saputo conquistarmi sin dalle prime battute in tutte le sue energie coinvolgenti e contraddittorie allo stesso tempo.

Ho adorato trascorrere alcune ore libere nei miei due pomeriggi in un book-shop leggendo un libro su una selvaggia viaggiatrice che scappava dopo un divorzio da suo marito, mentre, durante la lettura osservavo il mondo scorrere da quel luogo giusto, cosi, come ho adorato assaporare nella locanda all’angolo della stessa via di Pham Ngũ Lão, nel distretto 1, il primo di una lunga serie infinita di “ Pho”; la zuppa Vietnamita per eccellenza a base di pollo o manzo e verdure con noodles di riso e servita rigorosamente con una guarnizione a lato di Thai Basil e un potentissimo peperoncino verde.


Saigon mi rimarrà nel cuore specialmente quando durante il mio ultimo giorno ho scelto di uscire dai confini turistici e perdermi nelle vie secondarie e conoscere un po’ più da vicino la vita della gente locale.

Al termine dei miei passi scanditi da una direzione scomposta, sono saltate chiacchierate improvvisate con la gente pur non parlando la stessa lingua, sorrisi sinceri e tanti sguardi che interpretavano curiosità di voler sapere di più sull’altro.


Quando il treno il mattino successivo è partito, e vedevo file immense di motorini in attesa al passaggio a livello, e ancora, alcune signore che con cura annaffiavano le piante del loro orto, proprio ad un passo dal binario, e dei vecchietti andare da qualche parte con le loro umili biciclette, una parte del mio cuore ha vibrato. Non saprei, ho percepito semplicità. Mi sono riconnesso con una parte di realtà, attraverso persone che mi hanno insegnato che vivendo con nulla, ringraziano comunque per tutto quello che la vita quello che gli manda.

Nha Trang:


Dopo 450 km ritrovavo cosi il mare. Il mio rapporto morboso col mare che avevo smarrito da circa due settimane dopo il decollo dalla Nuova Zelanda, quando in mezzo c’era stato uno stupendo viaggio a Singapore.

Nha Trang. Questa deliziosa cittadina non propriamente caotica, dalle venature turistiche, ma non decisamente invadenti. Carina nelle sue vie secondarie dove si possono assorbire i contorni di una tranquillità che contempla le abitazioni aperte della popolazione che vive con civiltà e serenità la propria vita.

Decisamente d’impatto la sua spiaggia principale ricca di famiglie e coppie pronte a combattere i 35 gradi presenti per bagnarsi in quell’acqua decisamente cristallina e godibile.

Insomma a Nha trang puoi riscoprire i rintocchi di un Vietnam leggermente più calmo, rispetto a Saigon e allo stesso tempo non farti mancare nulla delle sue tradizioni, oltre che dei suoi aspetti culinari ampiamente promossi.

Hoi an:


il fiore all’occhiello di tutto il Vietnam. Una piccola cittadina dai ritmi molto pacati e tradizionalisti, che col suo centro dai rintocchi quasi antichi sarà capace di trasportare i tuoi lenti passi in un’altra dimensione.

All’interno di questo luogo scorre un bellissimo canale che risalta i suoi aspetti primordiali con le sue gondole viandanti che si perdono lungo le sponde. Lo spettacolo diventa magicamente mistico dal calar del tramonto quando nello stesso canale vengono lasciate andare delle candele in alcune barchette di carta che risuonando nei propri colori porgono all’atmosfera riflessi di autentica e pura bellezza.

La scena da vivere prosegue nelle sue pacifiche vie, che in ogni momento offrono tocchi d’arte con i suoi oggetti d’artigianato in vendita e soprattutto con le tante lanterne appese, che tra le vie alberate illuminano di grazia ogni suo lato simbolico esaltandone la magia.


Hoi an è senz’altro uno di quei motivi che mi spingerebbe a tornare in Vietnam.

Non saprei, ma se un giorno troverò uno spazio di pace, mi piacerebbe spendere del tempo lì, vivendo con questa tranquilla popolazione, cercando magari l’ispirazione per scrivere un romanzo nei suoi rintocchi fatali.

Huè:


Il mio rammarico più grande e non aver avuto modo di approfondire questa città che avrebbe meritato almeno 2 giorni di visita per conoscere luoghi come “ La montagna di Tuy Van “ e “ La cittadella imperiale “.

Purtroppo causa ritardo del bus e la mia stanchezza accumulata dopo gli ultimi frenetici giorni, sono rimaste a disposizione solo poche ore che non mi hanno dato modo di assorbirne i suoi dettagli con cura.

Huè: l’ex capitale imperiale conosciuta ahimè per le stragi verificatisi durante la lunga ed estenuante guerra. Questa città che nei suoi pochi aspetti assorbiti, resterà una di quelle mete di passaggio durante questo lungo viaggio nel sud est asiatico. In ogni caso, non dimenticherò l’immagine dipinta miei occhi di una barchetta decrepita che si allontanava, guidata da una vecchietta che trascinando col suo braccio stanco il remo, controllava la sua canna da pesca lungo il fiume Huong in un momento che scandiva un nuvoloso tramonto.

Hanoi.



La capitale. La regina del Vietnam che ho avuto modo di conoscere durante il suo giorno di indipendenza (2 settembre), mentre notavo fra le sue lunghe e circolate vie, decine di bandiere affisse in ogni balcone o negozio, con gente felice di celebrare questo giorno cosi importante.


Signori, ecco Hanoi. Un mix generale di edifici storici, parchi curati, abitanti dinamici e disponibili e, quartieri di ogni genere penetranti di profumi e specialità che saranno capaci di colpire per sempre i tuoi sensi fino a sconvolgerli di puro piacere orientale, costringendoti un giorno a volerti far tornare a tutti i costi.

Ha Long bay - One extra day


Come avrei potuto escludere lei cari amici. Una delle sette meraviglie naturali mondiali che saputo colpirmi per tanta bellezza espressa in un unico speciale impatto.

Questo luogo che ho avuto il piacere di navigare per un giorno intero nel suo golfo del Tonchino, fa parte di uno di quei posti da vedere una volta nella vita.

Vivere le sue grotte, conoscere i villaggi dei pescatori ascoltandone le storie, fare kayak osservando le aquile lungo il mio sguardo alto verso il limpido cielo, immaginare la Cina cosi vicina a me, e ancora confrontarmi con una maestosità che ha riempito di un candido azzurro pastello i miei occhi, che non sono stati mai sazi di lei sino all’ultimo momento che sono sceso dal battello.

La baia di Ha Long è un must a cui non devi assolutamente mancare.

Cosa mi porterò dietro dopo questo viaggio?


I vietnamiti mi hanno insegnato con i loro spontanei gesti dei tocchi di umanità, misto in un naturale approccio che in pochi giorni è stato capace di rivedere i miei gesti fino a calmarli dal loro mare agitato che vive nella costante voglia di avventura.

Gli devo tanto a questa nazione, che nel viaggio vissuto, ha riportato nelle sue basi l’essenzialità dei miei giorni a volte troppo velocizzati da un tempo che non gli concedo respiro.


Il Vietnam è stato affondo in una conoscenza che andava approfondita in ogni suo dettaglio, negli sguardi fulminanti di senso di ogni singolo abitante incrociato nel tempo della mia permanenza, che via via, è andato per dissolversi lasciando dei tratti di beatitudine nella mia memoria che non dimenticherà.


L’aereo stacca il carrello tra i cumuli di nuvole massicce. È tempo di andare.

Xin Chào my Vietnam











Ciao viaggiatore.

Io sono Claudio Longo, sono in giro per il mondo da circa 6 anni, e credendo fermamente nel viaggio ho cominciato a conoscere il mondo con l'intento di conoscere maggiormente me stesso.

"Partire" per me vuol dire scoprire, incontrare nuovi gesti e stabilire nuovi punti di vista a contatto con tutto quello che non so.


A riguardo di ciò ho scritto anche un libro che ispira la mia vita a quella di un ragazzo che decide di partire, mollare un percorso di infelicità, per andare alla ricerca dell'imprevedibile, del viaggio infinito nel mondo, della pace che solo la sua isola un giorno potrà dargli."


Il cammino e la sua isola. Vol.1 (Osservare il lato profondo della libertà)

  • Ascolta il travel Podcast
  • Mi trovi su LinkedIn
  • Il mio romanzo su Amazon
  • Seguimi su Instagram
Claudio - Travel Writer

Ciao viaggiatore, sono Claudio.

 

Un giorno di 6 anni ho deciso di cominciare a viaggiare vivendo finalmente in condizione dei miei sogni.

Da allora ho vissuto a Londra, Malaga, New York, Auckland, Bergen, Perth e ho avuto il privilegio di visitare più di 30 paesi nel mondo.

Viaggiando ho scoperto la passione per la scrittura e in questo tempo mi sono auto prodotto 2 romanzi ispirati alla mia vita, ho un Podcast motivazionale su Spotify, scrivo poesie e gestisco questo blog che mi offre la chance di condividere la mia vita con te.

ASCOLTA IL PODCAST SU SPOTIFY

VIAGGIARE MOTIVATI

© 2023 by Going Places. Proudly created with Wix.com